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Martedì, 6 Dicembre 2022
Cronaca Fontivegge

Fontivegge cambia vita, da quartiere da incubo a casa dei "migliori cervelli di Perugia"

Coworking, impresa, arti digitali e multimediali. L'assessore Fioroni: "Vogliamo spostare le migliori intelligenze della città in questo quartiere"

Fontivegge cambia faccia, grazie ad un innovativo progetto di riqualificazione che andrà a toccare una delle aree più “sensibili” di Perugia. Il quartiere della stazione, sarà il nuovo polo cittadino della tecnologia applicata all'ambiente, alla progettazione grafica e multimediale e un incubatore di impresa per nuove generazioni. Insomma, una specie di grande start up di quartiere.

Si chiamerà “Codice Binario”, “il cuore della nuova intelligenza smart” della città, un ambiziosa progettualità per reinvestire in quei luoghi cittadini più toccati da criticità e degrado; dopo la presentazione del progetto Perugia .Zip in collaborazione con la Regione Umbria, per un investimento di circa 4 milioni per riqualificare l'area di Fontivegge, altre progettualità confluiranno nel progetto Codice Binario, per dare al quartiere ed alla città  un nuovo volto.

A parlarne è proprio l’assessore allo Sviluppo Economico e al Marketing Territoriale di Perugia Michele Fioroni, che spiega: “Il nostro è un progetto che punta ad inserire, nel cuore del disagio, tutta una serie di iniziative. In collaborazione con l’Università di Perugia vogliamo creare un ambiente per sviluppare imprenditorialità, start up, innovazione giovanile, il tutto legato a due filoni fondamentali: da una parte le arti grafiche e multimediali, cercando di impiantare nuovi contenuti imprenditoriali legati però ad un nuovo modo di fare comunicazione e progettazione grafica.

Creazione di spazi per youtuber, piattaforme per facilitare la creazione di produzioni multimediali, produzioni televisive legate al mondo della rete, un’ area per “smanettoni” del mondo della creatività. Dall’altro lato vorremmo creare un incubatore d’impresa, partendo dal progetto di un coworking (già individuato sotto l’immobile dell’ex Upim) ma con un elemento fondamentale: nella stessa area giovani creativi ma anche imprese consolidate negli ambiti di ricerca dell’ Università. Questo perché oggi, la grande criticità di questo Paese, è che la ricerca che viene prodotta nelle Università spesso e volentieri non trova ambiti di applicazione”.

“Quindi - prosegue Fioroni - da un lato ricerca applicata legata anche alle imprese, dall’altro luogo di aggregazione dei giovani che hanno competenze trasversali e che possano trovare un’ attività di mentoring, qualcuno che li supporti nei percorsi di definizione di un ipotetico modello di impresa, al finanziamento, fino alla collocazione nel mercato”.

Una sfida per creare anche nuovi posti di lavoro. “Nel cuore del disagio noi vogliamo spostare le migliori intelligenze della città. La storia ci insegna che  i grandi progetti nascono proprio in quelle aree cittadine dove c’è più bisogno di aiuto. Non cerchiamo soluzioni tampone, ma progettualità strutturate, che durino nel tempo”.

“In cantiere, insieme al sindaco Romizi e  all’assessore Waguè” – conclude - c’è anche l’ipotesi riguardante la progettazione di una filiera scolastica innovativa, legata al tema dell’alfabetizzazione tecnologica delle nuove generazioni Vogliamo creare appunto una generazione di giovani che sappia aggiornare contenuti in maniera 4.0”.

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