Sicurezza nelle scuole, in Tribunale la lite per il servizio antincendio negli istituti scolastici

Un'azienda impugna il bando della Provincia di Perugia: "Il vincitore non può garantire la sicurezza". Per il Tribunale amministrativo non c'è urgenza con le scuole chiuse

È scoppiata la guerra giudiziaria per l’affidamento delle forniture di prodotti antincendio nelle scuole della provincia di Perugia e nelle strutture che fanno capo all’ente provinciale.

La Provincia di Perugia ha indetto una gara per la “verifica funzionalità ed efficienza dei presidi antincendio su edifici scolastici, palestre, patrimonio e telelavoratori della Provincia di Perugia per il periodo 2019-2022”. La gara è stata vinta da un operatore del settore, con tanto di determinazione dirigenziale che dispone l'aggiudicazione della procedura aperta per la durata di tre anni.

Un altro operatore che aveva partecipato alla gara, però, fa ricorso al Tribunale amministrativo regionale chiedendo l’annullamento di tutti gli atti che riguardano il bando e l’assegnazione del servizio, contestando i verbali, le documentazioni tecniche, l’espletamento delle verifiche fino all’affidamento del servizio.

Secondo il ricorrente, l’azienda che ha vinto la gara non sarebbe in grado di garantire la sicurezza degli immobili e per questo ha chiesto ai giudici amministrativi “di ottenere l'aggiudicazione della procedura per i servizi in questione e, quindi, a subentrare nel relativo contratto, previa declaratoria di inefficacia di quello eventualmente stipulato dalla Provincia di Perugia”, oltre all'accertamento “del diritto della ricorrente ad ottenere il risarcimento del danno”.

Per i giudici amministrativi, però, “il profilo dell’interesse pubblico è riservato all’apprezzamento dell’amministrazione aggiudicante e, nel bilanciamento degli interessi in gioco (in particolare nel caso in esame la sicurezza di un plesso scolastico) riveste un’ urgenza che appare allo stato prevalente nei confronti della tutela della posizione privata azionata” e nel caso in questione “non sussistono i presupposti di estrema gravità ed urgenza che consentono di anticipare in sede monocratica l’esame collegiale della domanda cautelare”.

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Da qui la decisione di respingere l’istanza cautelare immediata e di rinviare la discussione collegiale della domanda alla camera di consiglio del 23 giugno 2020.

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