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Lunedì, 27 Maggio 2024
Cronaca

Dopo il grave attacco hacker, la Provincia vara una task-force anti-pirata

"Questo protocollo è un atto che ci permette di crescere nella formazione, nella collaborazione e nelle difese informatiche”


Il titolo è “Protocollo d’intesa per la prevenzione e il contrasto dei crimini informatici sui sistemi informativi “critici” dipendenti da Provincia di Perugia”, il tema è quello delle truffe online e della sottrazione di dati sensibili, l'obiettivo è quello di evitare nei server della Provincia di Perugia altri attacchi cme quelli subiti alcuni mesi fa che hanno provocato danni ancora non calcolabili sotto il profilo della governance e dei progetti portati avanti nell Pnrr. Un protoccolo difensivo che è stato firmato dal Presidente della Provincia Proietti, il Prefetto Armando Gradone, il Questore Fausto Lamparelli, i dirigenti dell’Ente e una rappresentanza di consiglieri provinciali.

Le parti, è scritto nel documento, potranno sviluppare attività formativa congiunta cooperando al fine di rendere operativo il Protocollo d’Intesa. Sarà inoltre possibile sviluppare iniziative congiunte, volte a valorizzare il reciproco rapporto di collaborazione. La durata dell’impegno sarà di tre anni rinnovabile con accordo scritto. È stato ricordato, durante l’incontro, che il settore informatico è da sempre un fiore all’occhiello della Provincia sin dall’inizio dell’inarrestabile processo di informatizzazione. “L’attacco hacker che la Provincia ha recentemente subito, da problema è diventato risorsa – hanno spiegato i rappresentanti dell’Ente – ringraziamo l’intervento tempestivo della Polizia Postale, capace di intercettare le cause e fermare l’attacco. Questo protocollo è un atto che ci permette di crescere nella formazione, nella collaborazione e nelle difese informatiche”.

“Il documento – ha detto Sambuchi - è uno strumento importante di sicurezza partecipata. E’ proprio questo spirito di collaborazione che, permettendo la circolarità di informazione, ci consente di capire come si muovono gli hacker così da riuscire ad adottare le contromisure idonee. La nostra attività si esplicita nell’acquisire informazioni che possano aiutarci nello studio degli attacchi informatici, materia in continuo cambiamento”.

“Il progresso tecnologico - ha rimarcato il Questore Lamparelli – fa sì che oggi la criminalità non viaggia soltanto sulle strade ma nelle superstrade virtuali. La “sicurezza partecipata”, sarà la chiave del futuro per riuscire a fermare i malviventi informatici. Tutte le istituzioni devono lavorare insieme per tutelare il cittadino”.

Il Prefetto Gradone ha ricordato come erano pochissimi, nel 1985, a credere nel valore e nella necessità di istituire la Polizia Postale che oggi rappresenta un settore importantissimo per arginare le frodi in campo informatico.

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