menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

La protesta dei migranti a Cenerente: tutta colpa dei soldi in ritardo dallo Stato, ma ci rimette la Caritas

Solo la Caritas ne gestisce ben 94, dieci in più rispetto al numero preventivato che a causa degli sbarchi continui è ulteriormente salito per andare incontro alle necessità del Ministero degli Interni

Da 5 mesi la Caritas, come altre associazioni accreditate con la Prefettura di Perugia, è in attesa del corrispettivo economico dallo Stato per il servizio accoglienza dei migranti e richiedenti asilo spediti a Perugia. Solo la Caritas ne gestisce ben 94, dieci in più rispetto al numero preventivato che a causa degli sbarchi continui è ulteriormente salito per andare incontro alle necessità del Ministero degli Interni. Da 5 mesi la Caritas, attraverso anche la diocesi di Perugia, è costretta ad utilizzare risorse proprie per finanziare il servizio che è composto di: strutture ricettive, corsi di italiano, assistenza legale, cibo (tre pasti al giorno), vestiario e altro ancora.

Con i soldi propri sono state anticipate anche 4 mensilità di soldi liquidi da dare agli ospiti come previsto dalla convenzione con la Prefettura: si parla di una cifra che gira intorno ai 75 euro al mese. Ad ottobre, all'ennesimo mancato invio delle risorse da parte dello Stato, la Caritas non ha ancora dato questa cifra ai propri ospiti. Da qui la protesta dei 50 migranti - in gran parte provenienti dal Pakistan - inscenata ieri pomeriggio lungo la strada che va da Cenerente a San Marco. Chiedono a gran voce questi denari che dovevano arrivare ad inizio del mese ma così non è stato. La Caritas, secondo quanto si apprende da fonti ufficiali della diocesi di Perugia, avrebbe preferito al momento utilizzare la propria liquidità per garantire pasti caldi e servizi giornalieri di prima necessità, poi in seconda battuta avrebbe anticipato anche la somma di denaro che spetta, per le esigenze personali, ai migranti e richiedenti asilo. Tutto questo in attesa dei fondi nazionali.

Ma questa decisione ragionevole della Caritas - garantire pasti e un letto - non è stata accolta positivamente dai 50 ospiti che hanno deciso di protestare in strada e di arrestare il cammino - obiettivo: il centro di Perugia - solo dopo alcune rassicurazioni da parte della Caritas arrivate dopo la mediazione della Polizia di Stato. Secondo fonti ufficiali della diocesi di Perugia il pagamento delle spettanze avverrà nel giro massimo di 72 ore. E il Ministero quando pagherà i gestori del servizio accoglienza? Il rischio di altre proteste resta alto finchè non si sbloccheranno i fondi.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

PerugiaToday è in caricamento