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Il nuovo locale assume le "prosciuttine", l'ira della Cgil: "Allusioni sessiste inaccettabili"

Il sindacato rosso contro l'annuncio per l'assunzione di personale: "Chiamare le donne prosciuttine? Serve rispetto"

E giù con la polemica. Il cartello per la ricerca di personale della Prosciutteria di piazza Matteotti – pronta all'apertura – scatena la rabbia delle donne e della Cgil. Per il sindacato rosso “c’è un problema di dignità del lavoro ed in particolare del lavoro femminile che emerge con forza nella vicenda della campagna di reclutamento personale messa in campo dalla “Prosciutteria”, nuovo locale in procinto di aprire i battenti a Perugia”. 

"Prosciuttina? Ne sono fiera. Non perdete tempo a lamentarvi": la risposta delle dipendenti alla Cgil

 

Ed ecco il perché: “Riteniamo che l’annuncio con il quale l’azienda invita le donne, chiamate ‘prosciuttine’ e rappresentate con l’immagine di miss Piggy dei Muppets a gonna alzata, ad inviare un curriculum sia offensiva e assolutamente inadeguata - commenta Vanda Scarpelli, segretaria della Cgil di Perugia e responsabile del coordinamento donne della Camera del Lavoro - Non si capisce perché l’annuncio, che il titolare ha definito una ‘goliardata’, debba avere, solo per le donne in cerca di lavoro, chiare allusioni di carattere sessista. Per questo ne chiediamo l’immediata rivisitazione, magari mettendo in evidenza competenze e professionalità che si richiedono, dato che la ricerca di un lavoro, tanto più in un periodo così difficile nel nostro territorio, è una cosa seria che merita rispetto”. Insomma, infuria la polemica.

E poi c'è la questione degli insulti sulla porta del centro antiviolenza di Perugia. La Cgil di Perugia collega entrambe le questioni: “Vogliamo stigmatizzare anche un altro grave episodio che si è verificato nei giorni scorsi, l’affissione di una scritta fortemente offensiva e anche qui sessista (“via putane”) sulla porta del centro antiviolenza di Perugia”. E ancora: “Esprimiamo tutta la nostra solidarietà alle donne ospiti del centro e alle operatrici - afferma Scarpelli - e ci uniamo al loro appello affinché sia garantita la massima sicurezza dei centri antiviolenza e si rafforzi l’impegno istituzionale e politico contro la cultura della violenza sulle donne”.  

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