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Clienti intossicati dalla salmonella dopo una cena: condannata proprietaria del ristorante

Oggi il giudice Narducci ha condannato l'imputata a otto mesi di reclusione (pena sospesa), ma ha rigettato la richiesta di risarcimento danni formulata delle parti civili

Intossicati al ristorante per colpa della salmonella, e così la legale rappresentante di un ristorante nel perugino è finita a processo per commercio di sostanze adulterate e contraffatte. Oggi il giudice Narducci ha condannato l'imputata a otto mesi di reclusione (pena sospesa) ma non ha riconosciuto alle parti civili nessun risarcimento. Rigettata anche la concessione di una provvisionale immediatamente esecutiva. Il pm aveva chiesto per l'imputata - difesa dall'avvocato Pietro Gigliotti - due mesi mentre le parti civili un risarcimento di 40mila euro. 

I fatti risalgono al 2009, durante una cena al ristorante. A rimanere intossicati quattro clienti che nella notte, sarebbero adirittura arrivati a ricorrere alle cure del pronto soccorso. L'esito degli esami confermerà che si tratta di salmonella. Da qui la denuncia e il procedimento giudiziario a carico della proprietaria, nonchè cuoca del locale, a cui fu riscontrata la stessa patologia.

Secondo l'accusa la donna, affetta da salmonella, avrebbe quindi potuto contaminare i cibi. Secondo la difesa però quella sera a cena ci sarebbero stati almeno 50 clienti, e se veramente fosse stata lei a contaminare i cibi, anche gli altri avventori avrebbero potuto accusare gli stessi malori (il periodo di latenza della malattia è di 8- 72 ore). La difesa: "Attendiamo di leggere le motivazioni e poi proporremo impugnazione". 

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