Cronaca

Plastic free anche a Perugia. Porta una busta di plastica e ritira una piantina… piantala con la plastica

L’iniziativa si ripeterà ogni mercoledì dalle 14 alle 18 e il sabato dalle 9 alle 12. Ecco dove

Giornata della Terra plastic free anche a Perugia. Porta una busta di plastica e ritira una piantina… “piantala con la plastica”. Ridurre il consumo di plastica. Questo l’obiettivo della campagna finanziata dalla Regione dell’Umbria (per il progetto “Innesti”), in sinergia con Provincia e Comune di Perugia, Gesenu, Acli… insieme a soggetti privati, fino a formare il magico numero 13. Il gioco di parole è semplice ed efficace, volendo significare di “piantare” la piantina e, nel contempo, ridurre o evitare l’uso della plastica. In lingua perugina si direbbe “lassa gi!”. La dinamica è semplicissima. 

2 il vivaio-2Basta recarsi al Parco Montemorcino (accesso da Strada San Galigano), fra le 15:00 e le 18:30. La campagna è iniziata ieri 22 aprile, “Heart day”, nome usato per indicare il giorno in cui si celebra l’ambiente e la salvaguardia del pianeta Terra. L’iniziativa si ripeterà ogni mercoledì dalle 14:00 alle 18:00 e il sabato dalle 9:00 alle 12:00. Recando con sé una busta di plastica, si riceverà in cambio una piantina che si potrà mettere a dimora dove si desidera: orto, giardino, terrazzo di casa, spazio condominiale [l’Inviato Cittadino ha ritirato una piantina d’insalata che consegnerà al nipote Giuseppe]. La campagna di grande efficacia viene promossa attraverso gigantesche affissioni 3*6. Ne abbiamo vista una a San Galigano, davanti all’abitazione di Tom, all’anagrafe Mario Tomassini, dermatologo e peruginologo di vaglia.

4 Le serre-2La campagna s’inquadra nella nobile finalità di sensibilizzare alla progressiva riduzione nell’utilizzo della plastica. Che uccide l’ambiente. Mentre una pianta lo/ci aiuta a vivere. “Abbiamo messo a dimora 80 piante da frutto – ci dice Edoardo Bartoccini, presidente di ‘Coltiva’, mentre innaffia tre viti – e operiamo attivamente con la nostra associazione no-profit”. Gli fa eco Federica Tini, socia di Coltiva e dipendente Acli, addetta alla distribuzione: “Abbiamo lavorato, anche l’anno scorso, con Casa Emmaus per il semenzaio”, posto lì vicino dentro una serra. Bartoccini parla con entusiasmo del Parco Agrosolidale urbano di Montemorcino, nato nel 2017 per promuovere un’agricoltura urbana, orientata all’inclusione, all’integrazione, all’educazione ambientale e alimentare.

“Lavoriamo – dicono a una voce Tini e Bartoccini – con studenti, soggetti fragili e marginali, alunni e studenti, giovani che svolgono tirocinio o servizio civile, persone attualmente disoccupate… che non mollano”. Tutti sono capaci di mettere un semino e ricoprirlo, anche persone con disabilità fisica o psichica. E serve, serve tanto far sentire la gente “utile”. Un modo civile, educativo (attuato da Innesti, Ortinsieme, Urban Garden, Diocesi di Perugia… e tanti altri) per dimostrare che dalla terra si può trarre alimento e vita. Basta scegliere di viverci con rispetto.

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