Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca

IL PERSONAGGIO Ricercatrice perugina nell'equipe del progetto rivoluzionario anti-demenza

Il  progetto di ricerca europeo MEMENTO, finanziato dal MIUR e dalla Commissione Europea attraverso il programma Active and Assistive Living (AAL), si ripropone di individuare metodiche tecnologiche per aiutare i soggetti con disturbi cognitivi di grado lieve-moderato

A Bilbao la prima riunione esecutiva di un progetto di ricerca riguardante la demenza, una tra le patologie più impegnative della popolazione di soggetti anziani. A far parte del progetto è stata chiamata anche la professoressa Patrizia Mecocci, direttrice della struttura complessa di Geriatria dell’Azienda Ospedaliera-Universitaria di Perugia, con i rappresentanti della Università di Medicina di Vienna, del centro di cura Bideideak (Spagna), esperti di ricerca tecnologica  di Integris Data Analytics & Cognitive Solutions di Roma e l’Istituto Tecnologico Austriaco. 

Il  progetto di ricerca europeo MEMENTO, finanziato dal MIUR e dalla Commissione Europea attraverso il programma Active and Assistive Living (AAL), si ripropone di individuare metodiche tecnologiche per aiutare i soggetti con disturbi cognitivi di grado lieve-moderato. 

“La perdita di memoria è spesso uno dei primi sintomi della demenza – ricorda la professoressa Mecocci- . a maggior parte delle persone affette da demenza ricorda molto chiaramente il passato rispetto agli eventi recenti o situazioni familiari rispetto a quelle nuove e inusuali. In pratica le persone con demenza hanno difficoltà a ricordare ciò che è successo qualche minuto o qualche ora fa, ma possono ricordare in dettaglio la propria vita, a partire da quando erano molto più giovani”. 

Trattandosi di una malattia degenerativa, la memoria tende a declinare inesorabilmente, e pertanto  gli  esperti sono impegnati ad individuare le soluzioni con tre differenti dispositivi: 1) un dispositivo indossabile, che aiuta le persone affette da demenza a registrare note vocali, video e fotografie istantanee in modo da raccogliere le informazioni su luoghi e persone che sono state memorizzate in modo autonomo dal dispositivo;  2)una lavagna digitale interattiva che fornisce diverse funzionalità come ad esempio la condivisione di ricordi con famigliari e amici, scrivere promemoria  sulle  attività quotidiane e sulla assunzione di farmaci.  3) una penna intelligente, per annotare in modo del tutto naturale e motivare gli utenti a disegnare  eventi che hanno rilevanza e sono motivanti per le persone affette da demenza.

“L’utilizzo di questi dispositivi permetterà di raccogliere informazioni e ricordi rilevanti per stimolare la memoria e l’autostima del paziente – sottolinea Mecocci- , oltre  a permettere di raccogliere informazioni cliniche importanti per la valutazione del progresso della patologia da parte del medico curante”.
 

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