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Non basta l'assoluzione in primo grado, la prof costretta all'Appello: "Atti sessuali con uno studente 13enne"

L'udienza dinanzi alla Corte d'appello è stata fissata per il prossimo 26 gennaio. L'insegnante era stata assolta in primo grado "perchè il fatto non sussiste"

Tornerà in aula il prossimo 26 gennaio dinanzi ai giudici della Corte d'appello di Perugia la vicenda della professoressa, assolta lo scorso 24 gennaio dopo essere finita a processo con l'accusa di "aver compiuto atti sessuali" con uno studente delle scuole medie, all'epoca dei fatti 13enne. La Corte d'appello ha fissato l'udienza per discutere l'appello a seguito dell'impugnazione proposta dal pubblico ministero Giuseppe Petrazzini. 

"Assolta perchè il fatto non sussiste". E' stata questa la decisione del primo collegio del tribunale di Perugia, presideuto da Gaetano Mautone, mentre il pm Giuseppe Petrazzini aveva chiesto per l'imputata una condanna a tre anni di reclusione. Secondo l'ipotesi accusatoria formulata dalla procura,  l'insegnante avrebbe compiuto atti sessuali con l'alunno, con tanto di palpeggiamenti, baci in bocca e frasi come “Se vieni a casa mia ti faccio impazzire”.

Presunti atti sessuali con un alunno di 14 anni, il giudice assolve la "sexy" professoressa umbra

L''insegnante, dal canto suo, che si è sempre dichiarata innocente. Già nel corso dell'ultima udienza il legale della donna, l'avvocato Luca Patalini, aveva espresso soddisfazione per la decisione del Collegio di aver  riconosciuto l'insussistenza dei fatti a lei contestati. 

L'avvocato Carlo Bizzarri, che difende la famiglia del giovane, commenta: "Da parte nostra c'è piena fiducia nell'accoglimento dell'appello contro una sentenza che riteniamo ingiusta". Gli altri avvocati di parte civile sono Gabriele Binaglia e Davide Vincoli. 

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