Capi firmati (taroccati) sulle bancarelle del mercato, le grandi aziende contro un ambulante

L'uomo sopreso al mercato di Gualdo Tadino con decine di prodotti d'abbigliamento e intimo con marchi contraffatti. La giustificazione: "Devo pur lavorare"

Una bancarella piena di capi d’abbigliamento di marca, fasulli, in vendita al mercato di Gualdo Tadino. Un’attività che ha portato in tribunale un uomo, difeso dall’avvocato Catiuscia Righetti, con l’accusa di ricettazione perché “con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, al fine di procurarsi un profitto, acquistava la merce contraffatta” e “deteneva per la vendita i capi di abbigliamento recanti il marchio contraffatto”.

In particolare esponeva sulla bancarella 7 jeans “Jeckerson”, 4 “Burberry”, 2 “D&G”, 2 “Harmont e Blaine”, 1 “Elisabetta Franchi”, 1 “Louis Vitton”, 1 “Liu Jo”, 1 “Dsquared”, 9 maglie femminili “Liu Jo”, 10 maglie maschili “Polo”, 1 tuta “Stone Island”, 1 pullover “Stone Island”, 2 pullover “Liu Jo”, 1 maglia femminile “Burberry”, 1 maglia “Burberry Brit”, 1 maglia “Fred Perry” e 10 confezioni da 5 pezzi di calze marca “Sergio Tacchini”.

Le aziende si sono costituite parte civile effettuando perizie per stabilire che quei prodotti non sono usciti dalle loro linee di produzione.

Alle contestazioni l’uomo ha replicato: “Devo pur lavorare per vivere”.

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