rotate-mobile
Cronaca

Il "redivivo" Pecorelli ascoltato tre ore in Procura: "Ho detto tutto, nulla da nascondere. Dove sono stato? A Medjugorje"

Le dichiarazioni dell'imprenditore, dato per morto in Albania dentro un'auto incendiata e ricomparso dopo nove mesi su un gommone vicino all'Isola di Montecristo

Davide Pecorelli, imprenditore di 45 anni, ha risposto alle domande dei magistrati, Cantone e Petrazzini, per quasi tre ore. Ha ammesso di aver commesso dei reati; ha raccontato, a suo dire, tutta la verità sulla sua incredibile e misteriosa scomparsa in Albania fino alla ricomparsa su un gommone in avaria vicino all'Isola di Montecristo, dove è stato poi soccorso e identificato. In mezzo a tutto questo ci sono un'auto bruciata in Albania e un progetto per una finta morte. All'uscita dalla Procura di Perugia l'imprenditore non ha evitato i giornalisti ed ha rilasciato delle dichiarazioni facendo delle piccole ammissioni ma spiegando che per il racconto ufficiale, definito da lui stesso anche drammatico, spetta alla Procura riferirlo eventualmente ai media. Poche frasi per poi ritornare dai suoi figli (ben 4, di cui 3 minorenni). 

VIDEO Pecorelli: "Ho detto tutto ai magistrati: ho commesso reati. Non l'ho fatto per l'assicurazione"

Il mistero dunque sarebbe risolto ma per i particolari e le spiegazioni ancora manca l'ufficialità. "Non avevo nulla da nascondere. Ho spiegato tutto. I procuratori Cantone e Petrazzini hanno preso atto dei reati che ho commesso in Italia e in Albania". Poi massimo silenzio su affari, soldi, sul motivo dell'auto bruciata. "L'unica cosa certa vi posso dire che non rifarò l'imprenditore in Italia": una frase quasi da vittima di un qualcosa che lo avrebbe portato, complici la crisi e la pandemia, in questa strana, assurda e pericolosa storia. Ma ovviamente è tutto da accertare. 

Pecorelli alla domanda "ma in questo mesi cosa ha fatto?" ha così risposto: "Sono stato in una comunità religiosa vicino a Medjugorje". E poi come è finito prima all'Isola del Giglio e poi direttamente sugli scogli di Montecristo? Non c'è al momento risposta. Pecorelli ci tiene a precisare di aver fatto tutto da solo, scagionando qualsiasi persona vicina a lui. "Quando mi hanno dato per morto non mi sono messo in contatto con nessuno. I miei familiari non sapevano nulla. Mi hanno rivisto soltanto quando sono tornato dalla Toscana". 

E ancora: "Non posso dire altro. Vi diranno i dettagli i magistrati che sono anche tragici, almeno per la prima parte. L'assicurazione? Sono un imprenditore da 25 anni, ho sempre avuto una polizza sulla vita, non c'entra nulla con questa vicenda". La 'fuga' di Pecorelli è durata nove mesi e tutto è iniziato con un viaggio in Albania dove aveva dei contatti per vendere un macchinario nell'ambito del settore benessere-bellezza. Si è ipotizzato che avesse difficoltà sia con l’albergo a due stelle di Lama che con i negozi di parrucchiere di San Giustino Umbro, Sansepolcro, Città di Castello e Corciano.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Il "redivivo" Pecorelli ascoltato tre ore in Procura: "Ho detto tutto, nulla da nascondere. Dove sono stato? A Medjugorje"

PerugiaToday è in caricamento