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Auto, azioni, soldi e investimenti finanziari: la Procura confisca tutto e il pregiudicato perde tutto

In due anni non ha saputo dare spiegazioni di tanta ricchezza rispetto ad una dichiarazione dei redditi modesti. L'Intervento della Guardia di Finanza.

Nel 2017  il sequestro dell’intero patrimoniale ed oggi la definitiva confisca. La Guardia di Finanza di Perugia, in accordo con la Procura Generale di Perugia, ha dato esecuzione ad una Ordinanza di confisca emessa dalla locale Corte di Appello.  I beni sono stati definitivamente confiscati ad un pregiudicato calabrese, da anni residente a Perugia, accusato di reati come traffico di sostanze stupefacenti nonché una condanna nell’anno 2014 per il reato di estorsione.

Partendo da questa condanna, la Procura Generale, nel 2017, ha dato incarico al Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Perugia di individuare l’intero patrimonio del condannato: attraverso un’approfondita ricostruzione storica, è stata documentata l’esistenza di immobili, conti correnti ed investimenti finanziari, autoveicoli e partecipazioni societarie nella disponibilità, diretta ed indiretta, del condannato, di valore sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati nel periodo della loro acquisizione.

Sulla scorta degli esiti degli accertamenti patrimoniali svolti dalle Fiamme Gialle, la Procura Generale ha chiesto ed ottenuto nello stesso anno, dalla Corte di Appello, il sequestro preventivo sui predetti beni. La norma applicata prevede che, prima dell’emissione provvedimento definitivo di confisca, al condannato sia concessa la possibilità di illustrare le proprie giustificazioni, a dimostrazione della lecita provenienza del patrimonio sequestrato. Durante il contraddittorio e numerose udienze, il pregiudicato non ha saputo dare spiegazioni sul proprio patrimonio stimato intono ai 300mla.

"La confisca operata nei giorni scorsi testimonia l’obiettivo strategico della Procura Generale di fronteggiare le accumulazioni illecite da parte dei soggetti condannati per reati particolarmente allarmanti, e di restituirle alla collettività!: haanno ribadito dalla Procura Generale. Tutti i beni e i denari ora saranno in mano allo stato e verranno utilizzati per la comunità. 

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