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Scommesse sportive truccate, Goretti sotto accusa: ecco tutta l'inchiesta

Il d.s. del Perugia calcio Roberto Goretti indagato per scommesse truccate. Questa volta a finire in mezzo alla bufera non è solo il calcio, ma anche il tennis

Sono migliaia le telefonate e i messaggi intercettati dalla Procura di Cremona che sta indagando su presunte scommesse illegali nel mondo dello sport. Nel registro degli indagati sembra ci sia anche il nome del ds del Perugia, Roberto Goretti, come riportato dalla Gazzetta dello Sport. 

Credevano di non essere scoperti gli oltre 100 finiti in mezza alla bufera. “Tranquillo, tanto Skype è sicuro”. Questa una delle frase che si sono scritti in chat, sperando di farla franca. Ma poi tanto sicuro nella realtà dei fatti evidentemente non era. È stato, infatti, scoperchiato un vero e proprio vaso di pandora pieno zeppo di truffe e scommesse.

La posizione di Goretti – A far parte del clan dei Bolognesi (il nome dato nell’inchiesta al gruppo), anche Roberto Goretti, attuale d.s. del Perugia ed ex giocatore di Napoli, Bologna, Bari, Como, Arezzo e naturalmente Perugia. Una new entry insieme a Daniele Bracciali, tennista di buon livello (anche numero 49 Atp nel 2006) e più volte convocato in Coppa Davis. Già invece indagati nella vicenda, come riporta la Gazzetta dello Sport, Francesco Giannone e Manlio Bruni, commercialisti di Giuseppe Signori. Tutti e tre arrestati nel giugno 2011. Poi ci sono Francesco Bazzani (detto il Civ), uno degli ultimi a essere fermato (dicembre 2013).

Come venivano truccati i match – A gestire le combine pare sia stato proprio Goretti. In base alle intercettazioni della Procura Goretti parlando con Bruni, avrebbe promesso di inserirlo in un mercato milionario al motto di: “Il calcio è rischioso, il tennis regala soldi a tutti”. 

Ed è proprio tra Bruni e Goretti che nasce il sodalizio. Reclutano loro stessi degli atleti con l’intento di alterare i match. Cifre esorbitanti per una sola partita che si aggirano intorno ai  20mila euro, fino arrivare ai 60mila. Il tutto emerge grazie alle conversazioni in chat che permettono alla Procura di scoprire il meccanismo per truffare le partite. Il 29 ottobre è previsto a Cremona il “secondo tempo” dell’incidente probatorio sulle “chat sicure” di Skype.

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