Ora tocca a lui pagare caro dopo aver strozzato molti disperati: sequestrato il patrimonio al peruginissimo usuraio-vampiro

Il sequestro e contestuale confisca è stato eseguito dalla Guardia Finanza e riguarda un immobile del valore di 350mila euro riconducibile all'usuraio, ma di fatto intestato a una società americana

Un altro duro colpo al portafoglio della criminalità. L'ultimo, in ordine tempo, riguarda un perugino, un piccolo imprenditore che nel 2015 è stato condannato in via definitva per usura. Per l'uomo era scattato l'arresto e poi posto ai domiciliari; nel 2015 ha incassato una condanna oltre i 4 anni (sentenza poi passata in giudicato) per aver applicato, anche oltre il 200 per cento, tassi usurai.

E ora, anche il suo patrimonio è stato attaccato grazie all'operazione portata avanti dalla Guardia di Finanza che ha dato esecuzione a un provvedimento di sequestro propedeutico alla confisca per un valore complessivo di circa 350mila euro. Il sequestro riguarda un immobile che era nella disponibiltà del perugino, ma che di fatto - attraverso le cosiddette schermature societarie - risultata intestato a una società americana con sede in Florida. 

I risultati sono stati presentati questa mattina alla presenza del procuratore generale Fausto Cardella, del sostituto procuratore Claudio Cicchella, del Comandante regionale delle fiamme gialle, il Generale Antonio Sebaste, dal colonnello Selvaggio Sarri al comando del Nucleo Polizia Economico - Finanziaria e al comandante provinciale della Guardia di Finanza, il colonnello Massimo Cardone. 

Dal 2016 ad oggi come sottolineato dal procuratore generale Fausto Cardella, sono stati conseguiti sequestri patrimioniali per un importo che supera i 3 milioni di euro. L'attività è frutto di un lavoro di squadra: dall'aliquota della Guardia di Finanza impegnata nell'Ufficio Gestione Coordinamento e Organizzazione (U.Ge.Co.) agli specialisti del Gico, reparto delle Fiamme Gialle. Un'azione che ha permesso di ricostruire il patrimonio dell'usuraio e i redditi dichiarati al fisco, tradotta poi in una sproporzione. Questo tipo di sequestro, è stato sottolineato in conferenza stampa, è disciplinato dall'articolo 240 bis del codice penale e che prevede la confisca dei beni finanziari e immobiliari di cui il condannato per gravi reati, tra cui l'usura, non è in grado di domostrarne la leggitima provenienza. 

In questo caso, come ricostruito dai Finanzieri, l'immobile ad uso dell'usuraio perugino era schermato dal punto di vista societario, essendo di fatto intestato prima ad una società italiana e poi a una americana, con sede negli Stati Uniti. "La reale difficoltà è stata quella di dimostrare che i beni erano rincoducibli al soggetto nonostante non fosse direttamente intestata a lui". Ma l'attenzione della procura generale si concentra anche nell'abusivismo edilizio, che - come spiegato il procuratore generale Cardella - anche se in Umbria non è fenomeno particolamente rilevante, ha permesso comunque di scovare una costruzione abusiva in zona Trasimeno a cui  stata data esecuzione di demolizione, con il supporto ai carabinieri Forestali. La conferenza stampa, ha sottolineato il procuratore Cardella, è stata occasione per fare il punto sul lavoro svolto dalla Procura Generale. Last but no least, il nuovo istituto del concordato d'appello dove "i risultati ottenuti sono lusinghieri e si traducono in un effetto deflattivo. Tanto più si attiva la procedura concordataria tanto più diminuiscono le pendenze in Corte d'Appello".

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