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Sfregiato in faccia da una trans: chiesto un risarcimento di 50mila euro, ma il giudice assolve l'imputato

Nella vicenda era coinvolti altri due transessuali, ma le loro posizioni nel corso del processo sono state archiviate. Per l'accusa era tentato omicidio

Assolta dall’accusa di tentato omicidio e lesioni gravi. E’ questa la decisione presa dai giudici in composizione collegiale del tribunale di Perugia nei confronti di una transessuale, difeso dagli avvocati Giorgia Ricci e Daniela Paccoli, accusata di aver sfregiato un cliente con il collo di una bottiglia per futili motivi.

La vicenda, che risale al 2010, ha visto coinvolti altre due imputati le cui posizioni sono state archiviate. Per l’imputata, il pm Manuela Comodi aveva chiesto una condanna a 4 anni di reclusione mentre la parte civile, (con l’avvocato Radicchi) aveva avanzato un risarcimento pari a 50mila euro per i danni subiti a seguito di quella colluttazione, avvenuta in auto lungo via Martiri dei Lager dopo una banale discussione fra i quattro protagonisti.

Secondo il capo di imputazione formulato dalla procura,  avrebbe tentato di uccidere il cliente provocandogli una ferita da taglio profonda ledendo anche la zona carotidea e alcuni nervi, e questo solo perché lo avrebbe intimato di scendere dall’auto. Ma quella sera c’erano altri due trans nell’auto dell’uomo; l’imputata durante la convalida del fermo si era difesa spiegando di aver aizzato la bottiglia rotto contro l’uomo solo per spaventarlo e quest’ultimo si sarebbe gettato contro, ferendosi. 

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