Cronaca

Stuprata la vigilia di Natale, dopo sei anni il processo è ancora "all'inizio"

L'udienza è stata rinviata al 18 settembre. Ci sono ancora tanti testi da sentire e il processo rischia la prescrizione in appello. Galgano (ci): "Ho discusso interrogazione alla Camera sui tempi scandalo della prescrizione"

A volte si rischia di diventar vittime due volte. La prima del proprio carnefice, la seconda di una giustizia lenta. Forse troppo, se c'è di mezzo qualcuno che ha vissuto l'orrore di una violenza e su cui non vede l'ora di mettere la parola fine. Almeno dal punto di vista giuridico. Siamo alla vigilia di Natale del 2011, quando la giovane viene portata in ospedale dopo essere stata brutalmente picchiata e stuprata da un coetaneo che aveva conosciuto in discoteca.

Il processo parte, ma dall'udienza preliminare alle prime due udienze dibattimentali, passano tempi biblici. Poi un colpo di scena: cambia il collegio dei giudici e viene disposto un lunghissimo rinvio per permettere di riformare il nuovo organo giudicante. Si arriva a giugno 2016. Prima udienza dinanzi al nuovo collegio, l'imputato cambia avvocato e il nuovo difensore chiede il rinnovo di tutte le prove difronte al nuovo collegio e si arriva a marzo.

Maggio  2017. C'è ancora da finire l'escussione dei testi del pubblico ministero, poi ci saranno quelli della difesa e dell'imputato. Infine la discussione. E tutto ciò potrebbe portare alla prescrizione in Cassazione, se non già in Appello. Con l'astensione delle Camere Penali, l'udienza fissata per ieri - martedì 23 maggio - è stata rinviata al 18 settembre, fino ad allora comunque la prescrizione rimane bloccata. 

L'avvocato della ragazza, Matteo Giambartolomei, puntualizza: "E' stato un processo caratterizzato, soprattutto nella fase iniziali, da tempistiche molto lunghe. Ora confidiamo che il collegio continui ad avere dei rinvii di riguardo per questo tipo di procedimento, sperando di andare ancora più veloci e di avere finalmente giustizia". Sì, giustizia. Per una donna che si porterà dietro i segni indelebili di qualcosa che non può essere cancellato, ma che potrà trovare la parola fine almeno sulle carte di una sentenza. 

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