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Truffate quasi trecento aziende: l’odissea di un processo che sembra non voler partire

Un caso che risale al 2008, un rinvio al giudizio e un procedimento penale ancora pendente a carico di una società Srl perugina, che all'epoca dei fatti aveva la sua base operativa proprio a Ponte San Giovanni

Ancora l’ennesimo rinvio, questa volta per un rinnovo notifiche. E così si tornerà in aula il prossimo aprile, con sette imputati per associazione a delinquere finalizzata alla truffa.  

Un caso che risale al 2008, un rinvio al giudizio e un procedimento penale ancora pendente a carico di una società Srl perugina, che all’epoca dei fatti aveva la sua base operativa proprio a Ponte San Giovanni. Tutto inizia con la denuncia alla società di alcuni clienti, per una fattura da pagare in cambio di pubblicità, in realtà mai acconsentita. Alla fine furono quasi trecento le aziende coinvolte, molte delle quali sporsero denuncia.

Secondo l'accusa dai call center arrivavano proposte di pubblicità online per le aziende, ma senza che loro che ne dessero autorizzazione, arrivava anche la fattura da pagare. La pubblicità veniva fatta, all’insaputa dell’azienda interessata, fin quando non arrivava il conto da pagare per un servizio mai richiesto né accettato.

E proprio su questa strategia del silenzio-assenso, sempre secondo l'accusa, che la società che proponeva la pubblicità si muoveva indisturbata, fino alla chiusura e all’avvio delle indagini da parte della Finanza. 

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