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Immagine d'archivio

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Fermato a Perugia con la "cassa comune" dei furti: nel "forziere" anelli, orologi e orecchini e braccialetti

Prima udienza del processo che vede alla sbatta un nomade di 40 anni che fu beccato dagli agenti durante un controllo in strada. L'accusa di ricettazione

Un uomo di origini rom di 40 anni è finito a processo con l'accusa di ricettazione dopo essere stato sorpreso dagli agenti con un carico d'argento all'interno della propria auto. Oggi in aula è iniziata la prima fase del dibattimento, l'imputato è difeso dall'avvocato Massimo Brazzi del foro di Perugia. 

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I fatti risalgono a febbraio 2014. Durante un controllo di routine della polizia stradale in località Lidarno (Perugia), gli agenti fermarono un'auto con a bordo alcuni cittadini rumeni (gravati da diversi reati penali), dalla perquisizione effettuata all'interno della macchina, saltò fuori un tesoretto di monili in argento per un peso complessivo di oltre due chili: collane, bracciali, orecchini, spille, fermacarte, ciondoli, vasi portagioie ed altri oggetti di cui l'uomo non seppe spiegare la provenienza, nè il perchè li avesse in auto.

Dalla tasca dei pantaloni, saltò inoltre fuori un coltello di quasi 20 centimetri di lunghezza. L'uomo è stato denunciato per ricettazione e per lui si è aperto un procedimento penale. La prossima udienza  è stata fissata il 29 ottobre 2017. 

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