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Senza scrupoli, in pochi anni spilla un tesoro agli anziani: ecco il trucco

La donna è finita a processo con l'accusa di truffa. Tra le scuse anche quella di dover affrontare viaggi fino al Nord per poter assistere la figlia tossicodipendente

Una donna originaria dell'Algeria è finita a processo per truffa ai danni di almeno tre anziani a cui - secondo l'accusa - avrebbe spillato centinaia di migliaia di euro traendoli in inganno con le scuse più abiette: dalla figlia tossicodipente a divisioni ereditarie nel suo paese d'origine. E' solo uno dei tanti presunti raggiri contro vittime spesso sole e "disarmate", come nel caso di tre anziani della provincia di Perugia, finiti nelle grinfie di una donna che ora dovrà rispondere delle accuse mosse contro di lei dinanzi al giudice. 

Le scuse, pur di racimolare qualche soldo, sarebbero state sempre le stesse: in forza di una relazione sentimentale e affettiva instaurata con gli anziani, avrebbe palesato la necessità di denaro per assistere la figlia tossicodipendente ricoverata in una comunità del Nord Italia e per poter affrontare le spese di viaggio che questa situazione avrebbe comportato.

Ma c'è di più perchè la richiesta di soldi sarebbe stata giustificata dalla donna anche per far fronte ad altre spese di viaggio, quelle per raggiungere l'Algeria, e legate ad una inesistente divisione ereditaria in corso. Promettendo comunque la restituzione del prestito - anche sottoscrivendo atti di ricognizione di debito, in realtà mai avvenuto. In questo modo, è spiegato nel capo d'imputazione, avrebbe tratto in inganno le vittime circa il suo stato di bisogno, la sua solvibilità e la sua affidabilità e riuscendo a spillare (circa) complessivamente, 165mila euro a tutte e tre le vittime nel corso di almeno cinue anni (dal 2008 al 2013). Non contenta però, avrebbe convinto una delle tre parti offese a stipulare un contratto di finanziamento pari a 12mila euro per l'acquisto di un'auto. 

Minacce e pedinamenti nei confronti di un 80enne, chiamate insistenti fino a inseguirlo sotto casa, con l'intimidazione di compiere atti di autolesionismo se solo non avesse soddisfatto le reiterare richieste di soldi. Dopo la denuncia e il rinvio a giudizio, la donna è finita a processo, ma l'udienza, dinanzi al secondo collegio presieduto dal giudice Loschi, fissata per questa mattina, è slittata al prossimo 23 febbraio per legittimo impedimento dell'imputata e nomina del nuovo difensore che ha chiesto termine a difesa. Gli eredi di una delle anziane vittime si sono costituiti parte civile con l'avvocato Giusi Mazziotta, era stata proprio l'imputata  a manifestare al collegio la volontà di risarcire gli eredi dell'anziano, nel frattempo deceduto per altra causa. 

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