menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

L'ascensore come ripostiglio per la droga e in casa una pistola: giovane a processo

Secondo l’accusa, la droga nascosta nel vano ascensore sarebbe imputabile al giovane, in quanto “soggetto non autorizzato ad accedere all’impianto" ma comunque trovato in possesso della chiave

E’ finito in carcere con l’accusa di detenzione di armi e droga ai fini di spaccio, un giovane residente a Perugia ma di origini bulgare; in seguito a un blitz delle forze dell'ordine che hanno rinvenuto una ingente quantità di droga nel vano ascensore della palazzina in cui risiedeva l'imputato.

Oggi si è tornati in aula per l’ascolto dei teste del Pm, "Ma utili alla difesa- spiega il legale Luca Gentili- per dimostrare che la ragione dell’accesso dell’imputato al locale ascensore, dove è stata rinvenuta la droga, non fosse per tale ragione, ma per il tentativo di sbloccarlo".

I fatti risalgono a gennaio: il giovane viene trovato in possesso della chiave che apriva la serratura della porta di accesso al vano macchine dell’ascensore, in cui dentro sono stati ritrovati dagli inquirenti alcuni grammi di sostanza stupefacente, che secondo l’accusa, sarebbero appartenuti all’imputato. A seguito della perquisizione in casa sua, sono stati ritrovati una pistola (con numero di matricola illeggibile perché abrasa), caricatore per fucile e frammenti di hashish e marijuana. All’interno della cabina dell’ascensore, nascosti sotto la plafoniera della luce, sono stati rinvenuti dagli agenti di polizia altri etti di sostanza stupefacente, mentre in garage utensili da lavoro provenienti, presumibilmente, da un furto.  

Secondo l’accusa, la droga nascosta nel vano ascensore sarebbe imputabile al giovane, in quanto “soggetto non autorizzato ad accedere all’impianto, ma comunque trovato in possesso della chiave. Nel capo di imputazione si legge: “l’entità dei quantitativi e le modalità di occultamento, dirette ad evitare di farsi sorprendere con notevoli quantità di droga nel proprio domicilio, conservandole tuttavia nella propria sfera di controllo". Ancora secondo l’accusa,  visti i quantitativi di droga di varia tipologia, rinvenuti. il giovane sarebbe legato ad ambienti criminali. Il pm Lidia Brutti, in udienza preliminare, ha disposto per il giovane la misura cautelare del carcere e non degli arresti domiciliari in quanto l'appartamento nel quale viveva, sarebbe stato la base delle sue presunte attività di spaccio e quindi soggetto a reiterare il fatto.

Si tornerà nuovamente in aula l’8 novembre per l’esame imputato e i teste della difesa, per dimostrare o smentire l’appartenenza della droga rinvenuta nell’ascensore ed eventualmente dimostrare la legittimità o meno del suo ingresso nel vano ascensore che, secondo la difesa, sarebbe stato un semplice tentativo di sbloccarlo. 

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

PerugiaToday è in caricamento