menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Spazzatura d'oro, la maxi inchiesta torna in aula: la "battaglia" dei cittadini

Al centro dell'inchiesta la presunta  malagestione dei rifiuti. Udienza preliminare davanti al Gup. Ammesse costituzioni di parte civile di Comuni e Associazioni

Si torna in aula per l’inchiesta “Spazzatura d’oro connection” che vede coinvolti 23 imputati (16 persone e 7 aziende), una trentina di parti offese tra cui vari Comuni del perugino, in particolare della zona del Trasimeno che hanno chiesto di costituirsi parte civile con l’avvocato Massimo Degli Esposti.

Al centro dell'inchiesta la presunta  malagestione dei rifiuti: la procura contesta a 10 imputati anche l'associazione finalizzata a una serie indeterminata di reati di traffico dei rifiuti, gestione illecita, inquinamento ambientale, falso in registri e in atto pubblico, frode in pubbliche forniture, truffa aggravata e "comunque attività illecite necessarie a consentire il conseguimento di profitti ingiusti da parte di Gesenu, di Tsa (Trasimeno Servizi Ambientali) e della Gest nel settore della gestione rifiuti solidi urbani prodotti dai comuni della provincia di Perugia e associati nell'Ati 2". È solo uno dei passaggi con cui la procura ha chiesto il rinvio a giudizio.

Secondo l'inchiesta nata nel 2014 e che nel 2016 deflagrò con l'arresto dell'ex direttore tecnico della Gesenu, Sassaroli, tra le varie contestazioni, sarebbero stati trattati abusivamente ingenti quantità di rifiuti utilizzando l'impianto di Ponte Rio e, in più occasioni - contesta la procura - attribuendo ai rifiuti stessi una falsa codifica per farli rientrare tra le tipologie di quelli autorizzati al trattamento di selezione.

Nel corso dell’udienza preliminare che si è celebrata questa mattina nella sala Affreschi del Tribunale di piazza Matteotti, il giudice ha ammesso la costituzione di parte civile avanzata dalla maggior parte dei Comuni e dalle associazioni tra cui il Wwf e il Movimento Difesa del Cittadino, presieduto, a livello nazionale dall' Avv. Francesco Luongo e difeso dall' Avv. Valeria Passeri. In una nota spiegano che “con grande soddisfazione è stato ammesso parte civile nel processo penale a carico di Gesenu, Trasimeno Servizi Ambientali e altri gestori e operatori strategici del settore rifiuti nel Perugino”.

“Anni di battaglie- continua il Movimento - per una gestione corretta dei rifiuti e una tariffa equa hanno portato all'apertura di questo storico processo in Umbria, che vede coinvolti dirigenti pubblici e privati apicali nel settore. Da anni, il Movimento Difesa del Cittadino, sezione locale, con l'Avv. Cristina Rosetti e la Vice Presidente Dott.ssa Valentina Bonaca, evidenziavano le manifeste incogruità tra le (stra)tariffe pagate dai cittadini e le carenze del servizio di gestione e smaltimento dei rifiuti. A vincere, almeno per oggi, sono i cittadini, che riuniti in associazioni, si sono visti riconoscere, dal Giudice per l'udienza preliminare, Dott.ssa Natalia Giubilei, la legittimazione e il diritto a chiedere il risarcimento dei danni, anche citando nel medesimo giudizio le stesse imprese concessionarie di detti servizi essenziali, nonchè Comune di Perugia, Regione e Arpa.”

Ammessi anche Federconsumatori e il Comitato Inceneritori Zero.  La prossima udienza è in calendario il prossimo 29 maggio con l’autorizzazione, da parte del Gup, di citare i responsabili civili (gli Enti imputati).

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

PerugiaToday è in caricamento