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Cronaca

A 21 giorni dal Processo Meredith a Firenze, Sollecito: "Per alcuni giudici le mucche volano"

Il 30 settembre il nuovo processo in Appello dopo l'annullamento della sentenza di assoluzione avvenuta a Perugia. Amanda non torna da Seattle mentre Sollecito non dice niente se ci sarà in aula però continua ad attaccare i giudici a pochi giorni dal nuovo processo

Una manciata di giorni e si tornerà in aula. Sono passati sei anni da quella notte del 2007.  Sei anni in cui Raffaele Sollecito e Amanda Knox sono rimasti con il fiato sospeso, mentre tutti si chiedevano: “Chi sono gli assassini di Meredith Kercher?”. Unico responsabile accertato, Rude Guede. Unica vittima accertata la giovane studentessa inglese. Ma è Raffaele Sollecito che in vista della riapertura del processo, fissata per il prossimo 30 settembre, davanti alla seconda sezione della Corte di assise di appello di Firenze, dichiara per l’ennesima volta, stanco e turbato, la sua innocenza. 

A fare da tramite è Facebook. Nella sua bacheca appaiono poche dichiarazioni chiare e secche contro un sistema, quello degli ermellini, a suo dire “illimitato”. È proprio lui infatti a scrivere, in un inglese perfetto che non accetta correzioni alla sentenza di assoluzione. Modifiche paragonate alla teoria delle “mucche che volano”: “Se i giudici italiani affermano: ‘le mucche volano’ l’unico modo per un cittadino italiano di argomentare contro questa affermazione è di fare appello tramite un altro tribunale. Passa un anno in cui nessun può dire niente. La tragicità sta nel fatto che se la Corte Suprema prende per vera questa affermazione, allora tutti i cittadini italiani devono farsi una ragione del fatto che le ‘mucche volano’. Ciò spiegato si può quindi comprendere che un giudice italiano può governare a suo piacimento senza che nessuno abbia un controllo su di esso”.

AMANDA NON TORNA IN ITALIA PER IL PROCESSO

Ma la rabbia del giovane pugliese continua senza remore, giudicando il sistema giudiziario italiano “pazzo” e chiedendo ai suoi lettori: “Voi vi mettereste mai nelle mani di un chirurgo pazzo?”. Fioccano i commenti, non solo di solidarietà, ma anche di chiarimento. A rispondere è direttamente Sollecito che spiega con precisione ogni perplessità. 

Ma la sua rabbia non finisce qui con quel: “Sei anni di processi??!!! E la vita delle persone non conta?? Ti tengono sotto processo a vita?? Tanto che gliene fotte! Loro mangiano, hanno una famiglia e stanno bene!!”. Tanti mi piace e qualche cuore, nessuno si permette di replicare. Il mondo di Facebook, quello di Sollecito, sembra sostenerlo e spendere parole di comprensione per lui. Ma a decidere, alla fine dei conti, non saranno loro, saranno quei giudici dal potere “illimitato”, come li ha giudicati lui, che dovranno confermare la sua innocenza e questa volta per sempre. 

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