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Martedì, 28 Maggio 2024
Cronaca

Traffico di droga dalla Nigeria a Perugia, il caso compie 22 anni e il processo è a rischio

Tra prescrizione e irreperibilità degli imputati l'indagine potrebbe chiudersi con un nulla di fatto

Un traffico di droga che partiva dall’Africa, per raggiungere la Campania e poi l’Umbria, ma che rischia di finire in un nulla di fatto a causa della prescrizione e della irreperibilità di alcuni degli imputati.

L’indagine che ha portato cinque nigeriani, un liberiano e un gambiano, difesi dagli avvocati Massimo Brazzi, Luca Maori, Donatella Donati, Rosa Conti, Michele Rotunno, Silvia Egidi e Massimo Rossini, davanti al giudice è del 2001, con inizio del dibattimento nel 2015.

I sette sono accusati di avere trafficato, acquistato e ceduto droga, cocaina ed eroina in particolare, rifornendo diversi spacciatori di piazza a Perugia. Secondo la Procura di Perugia ogni consegna era per bustine di almeno 200 grammi di sostanza stupefacente, con prezzi al mercato di 2.500 dollari o delle vecchie lire, con consegne pari a 850mila euro, per almeno una cinquantina di episodi di spaccio verificati.

La Procura di Perugia contestava anche il reato di ricettazione perché in qualità di gestori di un’agenzia di trasferimento di denaro, avrebbero inviato i soldi frutto dell’attività di spaccio in Africa. Uno degli imputati avrebbe ricettato una patente di guida.

Sotto processo anche una cliente, italiana, per favoreggiamento, in quanto avrebbe negato di conoscere uno degli indagati e di aver avuto contatti telefonici con lui e di avere assistito a una cessione di droga.

Il processo è andato a rilento tra rinvii e cambi di componenti del collegio giudicante e adesso si corre il rischio che arrivi la prescrizione o altra forma di chiusura del giudizio per irreperibilità degli imputati.

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