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Per prendersi la casa di famiglia... botte al padre e minacce al fratello

All'uomo, disperato, non è restato che denunciare il figlio dopo le ripetute minacce e violenze subite. Il giovane ha preso di mira anche il fratello che voleva vendere quella casa della discordia

“Dov’è quello con il braccio che trema?”. Lui è folle di rabbia. La madre risponde quasi sussurrando la parola: “Ospedale”. Non è il dialogo di un film, ma sono frammenti di vita vissuta e trascritti sulla querela che il padre si è visto costretto a deporre contro il figlio alla caserma dei carabinieri di Bettona.

Leggendo il capo d’imputazione si rimane costernati da tanta violenza. “Tanto mentre dorme lo attacco alla corrente e lo ammazzo”. Le minacce arrivano ripetute come una raffica di mitra. Il padre tenta di recuperare fino all’ultimo il rapporto con quel figlio violento, ma tutto sempre essere perduto e alla fine si vede costretto a sporgere denuncia contro chi lo ha sbattuto fuori da casa sua.

Lui in quella casa ci si è trasferito con la nuova compagna che lo ha aiutato a rubare la cucina della madre che abita al piano di sopra. Lui quel padre non lo vuole vedere e ogni volta che se lo ritrova davanti lo picchia senza pietà. 

Sempre sul capo d’imputazione si legge: “G.M. ha picchiato il fratello, minacciandolo di sgozzarlo, dopo che un giorno un geometra si era presentato per prendere le misure dell’abitazione con l’intento di vendere la casa”. Niente da fare la casa non è stata venduta e il figlio ha continuato a minacciare tutto e tutti, fino a quando il padre, difeso dall’avvocato Gianni Dionigi, non ha deciso di costituirsi parte civile e chiedere un risarcimento danno per tutto quello chee ha dovuto subire in questi anni.

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