Cronaca

In casa spariscono gioielli, cellulari e assegni: "E' stata la badante"

La donna, una 50enne di origini casertane è finita a processo per furto aggravato. Ecco tutta la vicenda

Non avrebbero mai immaginato che colei a cui avevano dato lavoro, accolto in casa e pagato uno stipendio sarebbe finita a processo con l'accusa di furto. L'imputata è una collaboratrice domestica che prestava servizio nell'abitazione di due donne, mamma e figlia  residenti a Perugia. Furono loro ad accorgersi che in casa mancavano due assegni, due telefoni cellulari e alcuni preziosi e a sporgere denuncia contro ignoti, anche se all'interno dell'abitazione  non fu ritrovato nessun segno di effrazione che avesse potuto far pensare ad una intrusione "esterna".

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L'imputata, una collaboratrice domestica di orgini casertane di 50 anni, secondo l'accusa avrebbe sottratto alla famiglia due assegni, falsificando la firma della legittima proprietaria,  traendo così in inganno - si legge nel capo d'imputazione - ache gli impiegati degli istituti di credito dove venivano versati. Dall'abitazione delle due donne, sarebbero spariti anche due collane d'oro e un paio di orecchini d'argento.

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La badante (difesa dall'avvocato Cancellieri M. Teresa)  dovrà rispondere di furto aggravato "perchè commesso abusando di relazioni di lavoro"  e di falsità in scrittura privata. Oggi l'udienza fissata per la discussione è stata rinviata al prossimo 15 maggio. La famiglia, costituitasi parte civile nel processo, è rappresentata dall'avvocato Luca Maori e Aldo Poggioni. 

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