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Avvocati aggrediti, due clienti entrano in studio armati di coltello

Sono entrate nello studio di due avvocati perugini, aggredendoli senza un motivo specifico. Per questo due donne sono state denunciate, finendo così in tribunale. Non si sono, però, presentate in aula, facendo disperdere al momento le loro tracce

Una storia di quelle che non hanno un filo logico, o meglio una storia di quelle che non trovano spiegazione. Quello che non si spiega infatti è quella aggressione immotivata a due legali che in fin dei conti il loro lavoro l’avevano e l’avevano fatto bene, almeno così sembrerebbe.

Due donne sono entrate nello studio dei legali D.S. e M.E., mettiamo solo le iniziali per motivi di privacy. Poi le urla, le minacce a infine quel coltello puntato alla gola. Con loro anche un brasiliano “probabilmente sotto effetto di droghe eccitanti”, come spiega uno dei due avvocati in aula. “Ci hanno minacciati – racconta D.S. – e aggrediti senza alcun motivo. Non sapevamo cosa fare, fino a quando non è fortunatamente intervenuta la polizia”. Voce pacata e gesti impeccabile che testimoniano una precisione dei dettagli specifici. “La donna – spiega invece M.E. - ha giustificato la presenza del coltello, dicendo ai carabinieri che doveva portarlo ad arrotare. Forse voleva farlo sulla mia gola”, ironizza l’avvocato.

Le donne adesso risultano irreperibili al domicilio dove dicono di vivere. In aula infatti non sono presenti. Nessuna di loro ha fatto la sua comparsa per provare a spiegare le motivazioni di quella aggressione che al momento pare proprio non averne.

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