menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

La truffa, dalla borsa le rubano assegno in bianco: finta amica si incassa seicento euro

Grazie ad un complice - un commerciante - l'amica infedele si è messa in tasca una discreta somma. Ma non ha evitato la denuncia che è sfociata in un processo al Tribunale di Perugia. Per nascondere l'operazione avrebbe mandato in banca un commerciante di biancheria intima compiacente

Quando si dice le cattive frequentazioni. Andava sempre nel solito negozio d’abbigliamento, quattro chiacchiere con l’amica di sempre, due pettegolezzi e poi via di nuovo a casa. Ma da un po’ di tempo un’altra donna, intenzionata a comprare quel negozio, era entrata a far parte del duo inseparabile. Era nato così quel trio amichevole.

Poi quell’assegno scomparso. La firma falsa e un uomo che vende la biancheria per la casa. Insomma una storia complicata, perché apparentemente l’uomo su questo racconto, perché tale sembrerebbe essere, non dovrebbe proprio c’entrarci niente. Ma nella realtà dei fatti c’entra eccome.

La donna in questione, quella che fingeva di voler comprare il negozio, sottrae un assegno dal libretto dell’amica, o meglio conoscente come ha tenuto a specificare la signora nell’aula di giustizia, scrivendo l’importo di mille e cinquecento euro e girandolo all’uomo che vendeva biancheria per la casa porta a porta.

Il commerciante, ignaro della faccenda, non ci pensa due volte va in banca e cambia l’assegno. Si mette così in tasca novecento euro, i restanti seicento li riconsegna nelle mani della signora, difesa adesso dall’avvocato Corbelli. La donna così si ritrova con novecento euro di biancheria per la casa e ben seicento euro di resto. L’altra, quella che si ipotizza essere stata derubata, disperata sporge querela. Ma la faccenda si fa astiosa perché dopo quattro lunghi anni si deve ancora decidere se nella realtà dei fatti l’assegno lo abbia sottratto  veramente la persona che è stata accusata.

Unica cosa certa è che il cassiera non ha ben controllato la firma, fidandosi cecamente di chi lo ha cambiato alla cassa. Scossa e demoralizzata è invece apparsa davanti al giudice la vittima che ha ammesso di aver più volte lasciato la sua borsa in giro. Ma a questo punto non si spiega come sia possibile che l’uomo abbia ricevuto proprio quell’assegno tanto cercato. La morale della storia è mai lasciare la borsa in giro.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Umbria, sanità in lutto: è morto il dottor Giulio Tazza

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

PerugiaToday è in caricamento