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Vedova sola e malata plagiata dai finti amici del figlio morto: coppia a processo

La donna, rimasta senza marito nè figlio, si era totalmente fidata di quella coppia "amica di famiglia"

Una storia di raggiri e manipolazione ai danni di un’anziana signora, rimasta sola dopo la morte dell’unico figlio che aveva e del marito. A fare da padroni a questa brutta storia, finita nelle aule del tribunale di Perugia, una coppia “amica” del figlio che improvvisamente è apparsa nella vita dell’anziana con la scusa di prendersi cura di lei.

La donna, ormai rimasta sola, si è completamente affidata alla coppia, tanto da concedere anche la delega ad operare sul proprio conto corrente. Ma nei mesi a seguire, le acque iniziano a farsi torbide e la delega viene revocata. Ma non finisce qui perché ci sarebbe anche un prestito cospicuo di 50mila euro che la donna avrebbe concesso alla coppia, senza però nessuna scrittura di riconoscimento del debito né garanzie per la restituzione. Le uniche "garanzie" della coppia, sarebbero state solo a parole (ed avrebbero riguardato l'uso di una parte dell'immobile acquistato). 

Il 'quadro' è inoltre aggravato dalla “situazione emotiva complessa” che l’anziana signora stava attraversando all’epoca dei fatti. Secondo la perizia psichiatrica la donna-difesa dall'avvocato Santioni- soffriva  infatti di demenza senile e di depressione, una patologia capace dunque di interferire sulla piena libertà di disporre dei suoi beni.

Per i due imputati il pm, davanti al giudice Narducci, ha chiesto per la coppia 2 anni e 4 mesi di reclusione.  Ora si dovrà attendere la discussione della difesa della coppia, imputata di circonvenzione di incapace e falso. 

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