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Operaio muore per l'amianto, datori di lavoro assolti dall'accusa di omicidio colposo

L'operaio morì nel 2004 e sotto inchiesta finirono quattro persone. Dopo 14 anni dal decesso dell'uomo, arriva il verdetto

Assolti per non aver commesso il fatto. Termina con una assoluzione in primo grado il processo a carico di quattro imputati, tra cui addetti alla sicurezza , direttore e amministratore di uno stabilimento a Marsciano che secondo l'accusa  - che aprì un fascicolo a loro carico per omicidio colposo - non avrebbero assunto le cautele necessarie a prevenire l'insorgenza di malattie professionali correlate alla lavorazione svolta.

L'inchiesta partì a seguito della morte di un operaio, affetto da  mesotelioma pleurico. Il dipendente, che lavorò per la ditta per quattro anni, sarebbe stato esposto all'amianto. Nel 2003 venne colpito dalla malattia e un anno dopo morì. Dall'inchiesta emerse che l'operaio sarebbe stato esposto all'amianto durante le operazioni per rimuovere le incrostazioni da una superficie in eternit.

Lunga la battaglia della difesa, e dopo 14 anni dalla morte dell'operaio che all'epoca aveva 46 anni ed era un addetto alla manutenzione delle cabine di verniciatura e al tetto in eternit per la ditta di Marsciano, arriva l'assoluzione per i quattro imputati,  che sono stati difesi dagli avvocati: Francesco Falcinelli, Pietro Gigliotti, Luciano Ghirga, Valeriano Tascini e Nerio Zuccaccia. Il pm in aula, Massimo Casucci, aveva chiesto il minino della pena prevista, il giudice Verola li ha assolti. 

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