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Immagine d'archivio

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Traffico “illecito” di quintali di rifiuti ferrosi, 69 persone alla sbarra: si apre il processo

Secondo l'accusa non solo gli imputati che trasportavano i rifiuti ferrosi sarebbero stati privi di necessaria iscrizione all'Albo dei Trasportatori, ma anche sprovvisti della prevista iscrizione e abilitazione all'Albo Gestori dei Rifiiuti della Provincia di appartenenza

Trasporto e traffico illecito di quintali di rifiuti ferrosi, il cui presunto "apicale", oggi assolto dal giudice D’Andria “perché il fatto non sussiste”, in qualità di presidente del consiglio di amministrazione di una ditta di autodemolizioni di Gualdo Cattaneo, era finito alla sbarra dopo alcuni accertamenti compiuti dal corpo Forestale. L’imputato secondo la procura avrebbe gestito, acquistato e rivenduto a terzi trasformatori, enormi quantità di rifiuti ferrosi in violazione della normativa istituita a disciplina delle imposte sui redditi e sul valore aggiunto, nonché di quella istituita per la salvaguardia e la tutela dell’ambiente. Avrebbe  “importato, ricevuto e successivamente esportato e trasportato ingenti quantità di rifiuti ferrosi (circa 52 quintali) per un ammontare di un milione e 600mila euro nel periodo che va dal 2008 al 2014. Ma se per lui il giudice D'Andria ha disposto l'assoluzione, per 17 dei 68 imputati, oggi rinviati a giudizio, il processo si aprirà il 9 maggio del 2018. Per gli altri 51 invece è stata emessa sentenza di non luogo a procedere per prescrizione.

Secondo l'accusa non solo gli imputati che trasportavano i rifiuti ferrosi sarebbero stati privi di necessaria iscrizione all'Albo dei Trasportatori, ma anche sprovvisti della prevista iscrizione e abilitazione all'Albo Gestori dei Rifiiuti della Provincia di appartenenza, "operando così - si legge nel capo d'imputazione - reiterati conferimenti di materiale ferroso alla società di autodemolizioni di Gualdo Catteo, che venivano trasportati dai mezzi in questione e scaricati all'interno del piazzale della ditta. Gli imputati sono difesi, tra gli altri, dagli avvocati Areni, Brufani, Petroni, Bonsignore, Cherubini, Santi, Caforio. 

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