Cronaca

Un’altra tragedia sul lavoro, muore dopo un volo di otto metri: datori alla sbarra per omicidio colposo

Gli imputati sono finiti a processo con l'accusa di omicidio colposo. Il giovane operaio perse la vita precipitando a causa del cedimento del capannone mentre stava camminando sul tetto di amianto

Un altro nome che tristemente si aggiunge alla lista dei morti sul lavoro, e che oggi vede imputati per omicidio colposo l'ex datore di lavoro e responsabile del servizio prevenzione e protezione, il datore di lavoro della ditta appaltatrice e e il responsabile dei lavori. A perdere la vita nel 2012 in un cantiere a Ponte Valleceppi, un operaio 40enne mentre stava lavorando per il montaggio di una nuova copertura metallica per l’installazione dei pannelli fotovoltaici. Ad un tratto, mentre stava camminando sul tetto del capannone per cercare di collegare alcuni attrezzi alimentati da corrente elettrica ad una prolunga, precipitò da otto metri di altezza a  causa dello sfondamento del tetto, perdendo la vita.   

La vicenda è sbarcata in tribunale, La famiglia e i fratelli della vittima, sono assistiti dagli avvocati Giovanni Zurino e Michele Guerra, si sono costituiti parte civile nel processo contro gli imputati. Ad essere coinvolti nella vicenda, oltre le due aziende che si dovevano coordinare nell'esecuzione dei lavori, anche il responsabile della sicurezza, che però scelse il rito alternativo e fu condannato a otto mesi di reclusione dal giudice Avenoso.

Secondo l’accusa non ci sarebbero state le condizioni di sicurezza adatte per poter effettuare i lavori dal momento – si legge nelle carte della procura – non sarebbe stato attuato quanto previsto nel piano di sicurezza e coordinamento per il cantiere. In particolare, l’ex datore di lavoro della vittima, in quanto non avrebbe vigilato sulla sicurezza dei lavori appaltati e non avrebbe impedito agli addetti della ditta appaltatrice  di installazione della copertura metallica, di lavorare in quota senza che vi fossero le linee guida. Ora si tornerà in aula il prossimo 14 giugno. Sono ancora tutte da stabilire le presunte responsabilità di chi avrebbe dovuto vigiliare e rispettare tutte le norme di sicurezza sul lavoro, anche per stabilire se la morte del giovane, padre di tre figli, poteva essere evitata. 

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