Giustizia con il freno a mano: furto nel 2008, l'udienza nel 2013 e i testimoni smemorati

E' solo un piccolo processo quello di un raid alla Wonderful. Niente di particolare. Ma abbiamo voluto raccontarlo per spiegare anche come sia difficile risalire ai colpevoli (in genere) con processi che scattano anni dopo. Ecco l'effetto che fa...

In aula due testimoni. Il caso è semplice, un furto alla Wonderful di San Sisto. Su questo niente da ridire, se non fosse che il caso è avvenuto cinque anni fa. Ci prova il Pubblico Ministero e anche l’avvocato della parte lesa Giovannini a fare leva sui ricordi. Ma i testimoni non riescono proprio a ricostruire i fatti.

“Ma lei non si ricorda proprio niente?”, chiede a un certo punto il giudice. Fa spallucce l’uomo che si identifica come un operatore di sicurezza e risponde: “Mi scusi tanto ma nel mio lavoro ogni giorno è la stessa storia. Non ha idea a quanti furti assisto, se dovessi ricordarmeli tutti sarai un genio”.

Qualcuno ride, altri si guardano come per dire “maledetti tempi della giustizia italiana”. All’uomo viene riletta tutta la sua testimonianza e cioè quella testimonianza che rilasciò nel lontano 2008. “Adesso rammenta qualcosa?”. La risposta giunge immediata: “Assolutamente no”. Non sa se ridere o piangere il pm che, alzando le braccia, chiede alla fine: “Ma almeno può confermare che lei ha rilasciato questa dichiarazione?”. Appare spazientito l’uomo che sembra vivere quella testimonianza come una perdita di tempo “Certamente dottoressa”.  

L’avvocato Giovannini alla fine decide di non porre più domande, perché di domande a uno che non ricorda assolutamente niente non se ne possono poi fare molte. Entra il secondo testimone e anche lui ha le idee confuse. L’inizio è sempre lo stesso: “Si ricorda di un furto avvenuto alla wonderful nel novembre del 2008?”. La risposta la medesima con qualche aggiunta: “A grandi linee sì. Devo aver accompagnato un uomo in Questura”. Peccato che gli imputati sono due e non uno. Si impunta il pm, ma senza tanti risultati. Nessuna si ricorda come si siano effettivamente svolti i fatti e se incontrassero quelle persone per strade molto probabilmente non ne riconoscerebbero neanche il volto. Morale della storia? Prossima udienza nel 2014. Tutto questo sta a dimostrare come incidono i tempi lunghi. I testimoni ovviamente non hanno interesse a mentire e o a far finta di non dimenticare.

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