Fondi Europei, la risposta della presidente Marini: "Mai sprecato nulla, l'Umbria è stata anche premiata"

"L ’Umbria ha beneficiato anche di premialità per il fatto di averli usati tutti e in anticipo". La presidente: "Ecco i numeri"

“La Regione Umbria non spreca e non ha mai sprecato i fondi comunitari”. E’ perentoria la presidente della Regione Catiuscia Marini che risponde con una lunga nota all’articolo del Corriere dell’Umbria uscito in data odierna sull'utilizzo dei fondi europei da parte della Regione. E lo fa spiegando come l’Umbria ha beneficiato anche di premialità per il fatto di averli usati "tutti e in anticipo" rispetto ai termini della programmazione comunitaria.

Secondo la Presidente “sarebbe bastata una semplice verifica dei dati veri, e certificati dalla stessa Commissione Europea, per comprendere quale sia il reale andamento dell’utilizzo in Umbria delle risorse europee."In ogni caso sarà nostra premura fornire al più presto i dati reali di avanzamento della spesa relativi ai due fondi citati”. 

Ma andiamo con ordine. Per ciò che riguarda il solo FEASR, il Fondo Europeo con cui si finanzia il Piano di sviluppo rurale che ha la dotazione finanziaria più consistente, “l’Umbria – spiega la Marini - ha raggiunto al 31 dicembre 2017 il cento per cento degli obiettivi di spesa, in anticipo di un anno rispetto al termine del 31 dicembre 2018, collocandosi al vertice in Italia, insieme alla Regione Veneto, per capacità di utilizzo di tali risorse.

 Per l’FSE, il Fondo sociale europeo, “ha colto tutti i suoi obiettivi di spesa e comunque, secondo le indicazioni della Commissione Europea, al 31 dicembre 2018 la Regione Umbria avrà raggiunto pienamente il rispetto della cosiddetta regola “N+3”, il coefficiente con cui si certifica il livello di utilizzo del fondo sociale europeo”.

Quanto al FESR, Fondo europeo di sviluppo regionale che riguarda in primo luogo le imprese, oltre ai programmi relativi ad Agenda Urbana, Aree Interne e ITI Trasimeno, la presidente Marini sottolinea: “Riscontriamo in questo caso una maggiore difficoltà che peraltro la Giunta regionale ed io stessa abbiamo in passato ed anche più di recente evidenziato con una nota formale inviata ai Comuni beneficiari. Tale difficoltà dipende essenzialmente dalla necessità di procedure più complesse in quanto si tratta di appalti pubblici per i Comuni e di interventi per innovazione e ricerca per il sistema delle imprese; procedure che in parte rallentano la spesa, ma che non pregiudicano in alcun modo la realizzazione degli interventi e, quindi, il raggiungimento degli stessi obiettivi di spesa”.

Conclude la Marini: “La Regione Umbria, dunque, ha pienamente utilizzato i cicli della programmazione comunitaria settennale. I  dati contenuti nel rapporto di Banca d’Italia, inoltre,  sono quelli formalmente 'caricati' alla fine dell’anno passato, che quindi non contengono ancora tutta la spesa realizzata da parte della Regione Umbria”.

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