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Prescrizione, Umbria maglia nera: il 30% dei processi si arena in appello

Secondo i dati del Ministero il Tribunale di Spoleto fa peggio di Perugia e Terni. I reati di competenza del collegio nel capoluogo sono a rischio prescrizione

La battaglia contro la prescrizione risponde ad un bisogno reale, ad un sentimento popolare o, come sostengono gli avvocati, è un attacco alla libertà? Gli ultimi dati (elaborati su fonti del Ministero della giustizia) riferiscono che negli ultimi dieci anni le prescrizioni si sono ridotte del 40 percento, passando dagli oltre 213mila procedimenti estinti nel 2004 a circa 132mila nel 2014. Anche l’incidenza della prescrizione sui processi definiti è calata: dal 14,69% al 9,8%.

A livello nazionale la prescrizione incombe prima del processo, addirittura nella fase delle indagini preliminari, nel 62 percento dei casi. In fase di appello l’incidenza è del 18%, mentre in Cassazione si attesta sull’1%.

Nel 2014 i procedimenti legati ai reati alla circolazione stradale presentano il 24%, poi il patrimonio e reati di droga con il 18% (per entrambi), seguono i reati contro la persona e la pubblica amministrazione.

Su base geografica l’incidenza della prescrizione sulle definizioni nelle corti d’appello spazia dal 48 percento di Venezia all’1 percento di Trento. La Corte di Perugia si piazza al settimo posto con un’incidenza del 30%.

Nel penale, su cento procedimenti 9,5 si prescrivono, tra questi 5,7 nella fase delle indagini preliminari, 3,8 nel corso dei tre gradi di giudizio.

Si registrano grandi differenze nell’incidenza della prescrizioni tra i diversi tribunali: a Spoleto nella fase pre-dibattimento la prescrizione incide per il 18,9%, a Perugia per il 4,5% dei casi; a Terni per l’1,1%.

Per quanto riguarda la prescrizione nei Tribunali, dal primo grado all’appello, la prescrizione incide a Spoleto per il 33,1%, a Perugia per l’11,1% e a Terni per il 4,3%.

Secondo la relazione del presidente della Corte d’appello di Perugia i processi collegiali, tra prescrizione e istituzione di un nuovo collegio (il terzo) segnano una netta diminuzione (sono anche pochi i reati di competenza che si commettono nel distretto). Il vero problema è al monocratico, con un aumento di 500 processi ogni anno, una mole di carte che mette in difficoltà togati e onorari. L’ufficio gip/gup si mantiene su standard alti sia di procedimenti sia di definizioni: nel settore noti calate le pendenze da 15135 a 11608 procedimenti; nel settore ignoti (e qui il dato fa paura per quanti rei non scoperti), si passa da 17878 a 20240, con 12mila definizioni. Al giudice di pace, nel penale, si lavora a ritmi blandi: da 1559 processi a 1439.

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