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Post choc contro i migranti, la difesa della dottoressa: "Non l'ha scritto lei, minacciata di morte"

Parla il legale del medico umbro finito nella bufera: "Intimidita e minacciata, quelle parole non le appartengono"

“Questo post che viene attribuito alla dottoressa non è stato scritto da lei. Forse qualcuno ha utilizzato l’iPad della dottoressa, privo di protezioni e password, lasciato incustodito in un locale pubblico durante una festa. O forse si tratta di un hacker”.
L’avvocato Simone Budelli, legale della dottoressa del Pronto Soccorso di Spoleto finita nella bufera per il post choc contro i migranti postato dal suo profilo Facebook in un gruppo di medici con quasi 40mila iscritti e arrivato alla blogger e giornalista Selvaggia Lucarelli, che lo ha rilanciato su Twitter, spiega a PerugiaToday che  “il modo e i tempi di questa strana storia sono anomali. E la dottoressa è stata intimidita e minacciata, anche da colleghi medici. E’ basita e distrutta psicologicamente. Ha chiuso il profilo Facebook per le minacce di morte ricevute”. 

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L’avvocato spiega anche che si tratta di “una giovane professionista precaria e sotto concorso. Sono bastate due righe per mettere in discussione una carriera fatta di anni di studio e lavoro”. 

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Il post-choc che ha sollevato un’ondata di polemiche, compreso l’intervento dell’assessore regionale alla Sanità, Luca Barberini, e che ha fatto scattare un provvedimento disciplinare della Usl Umbria 2, spiega l’avvocato Budelli, “non le appartiene per i toni e per i contenuti aberranti. Appena se ne è accorta ha rimosso il post e i suoi sette anni di lavoro parlano per lei. E anche le attestazioni di stima dei colleghi e dei pazienti extracomunitari assistiti da lei”. “Adesso  - conclude l’avvocato  - noi ci attiveremo per difendere lei e la sua onorabilità e professionalità in tutte le sedi opportune”.

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