Cronaca

Portale dell’Alessi, via Enrico dal Pozzo. Il restauro restituisce la scritta VILLA ALEXIA, la firma d’autore dell’architetto perugino

Quel portale era da tempo in degrado. Lo abbiamo più volte segnalato su queste colonne, aggiungendo un accurato reportage fotografico

Via Enrico dal Pozzo, Portale dell’Alessi. Il restauro restituisce la scritta VILLA ALEXIA, firma d’autore dell’architetto perugino. Che fosse opera di Galeazzo Alessi era noto. Ma non ha alcun pregio sostenere che in quella villa abbia abitato il celebre architetto. Anche perché all’interno del portale non c’è nessuna villa, bensì una ex casa colonica adibita a dimora. Su quel portale si sono esercitate le speranze di tanti perugini i quali – in omaggio a una leggenda metropolitana – andarono a scavare nei campi frontali alla ricerca di un fantomatico tesoro. Si diceva, infatti, fosse stato interrato nel luogo dove cadeva lo sguardo di quell’esotico animale. Naturalmente, restarono a mani vuote.

3 La scritta ancora coperta-2Quel portale era da tempo in degrado. Lo abbiamo più volte segnalato su queste colonne, aggiungendo un accurato reportage fotografico [Quel portale dell'Alessi, in via Enrico dal Pozzo, perde pezzi: serve urgente intervento (perugiatoday.it)] a documentare cortine di materiali fittili spezzati e mancanti. Oltre al leone, ingrigito e affumicato dallo smog. Ora il restauratore Adamo Scaleggi (quello dell’Arco Etrusco), che è anche archeologo di vaglia, ha riportato a leggibilità quella scritta (VILLA ALEXIA) che è un preciso marchio di fabbrica. La trabeazione era letteralmente attraversata da queste lettere di robusta dimensione.

Un merito indiscutibile, dato che da parecchi decenni di quella scritta non si vedeva traccia. Ma altre sono le scoperte di Scaleggi. Innanzi tutto il leone, che non è fittile né in travertino, ma in una splendida pietra rosa (forse di Assisi) e, adeguatamente ripulito, risulta di raffinata fattura. Quell’arco è però di materiale scadente e, dopo aver ballato per decenni sotto le vibrazioni dei mezzi di passaggio, necessitava di consolidamento statico. Cosa che è stata fatta ad arte. Altra scoperta del princeps restitutorum è la scialbatura della base fittile. Quei mattoni erano di pessima qualità e andavano “nascosti”. La soluzione adottata era stata quella di coprirli con un velo d’intonaco bianco, a mascherare le magagne. Ma anche a mettere in rilievo, per contrasto, il colore dei materiali rosso mattone.

Tanti mattoni “baccellati” erano mancanti e Scaleggi li ha risarciti in modo visibile, perché le regole del restauro questo chiedono: ossia che l’intervento sia riconoscibile. Un restauro, dunque, filologico, accuratissimo, rigoroso. Risulta che nei giorni scorsi il sindaco e un assessore abbiano fatto visita al cantiere. E che verrà fatta una conferenza stampa a Palazzo Della Penna. Restiamo in vigile attesa. All’Inviato Cittadino, che teneva d’occhio quel bene culturale, è però piaciuto compiere un sopralluogo in modo autonomo. E informarne i lettori. Come sempre.

2 Villa Alexia in  restauro-2

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