Porta Sant’Angelo. C’era una volta il circoletto. Chiuso un luogo di interlocuzione popolare e socialità

Porta Sant’Angelo. C’era una volta il circoletto. Al civico 173 di corso Garibaldi, vicino a via della Spada. Chiuso un luogo di interlocuzione popolare e socialità. “Ormai non ce la facevamo a pagare l’affitto al Comune e fronteggiare le spese correnti”. Parla Adriano Piazzoli, grande collezionista di cose perugine e memoria storica del Borgo d’Oro. Un po’ di storia. Adriano parte da lontano: “Nasce come Circolo socialista intestato a Lupattelli. Ricordo Gianni Guastalvino e vari amministratori che fornivano aiuti e solidarietà. Ma poi diviene un luogo d’incontro in cui la politica resta fuori della porta”.

Quali le attività sociali? “Riunioni in amicizia, anche davanti alla tavola. Pure dentro il Circolo, dotato di un ampio camino. Ci cuocevamo salsicce e braciole e stavamo insieme alla pari, a discutere e commentare i fatti borgaroli e cittadini. Poi le carte, il biliardo, lo sport, soprattutto il Perugia. Testimoniano questa attenzione le numerose foto storiche incorniciate, appese alle pareti. Insomma: un concentrato di peruginità”.

Quali e quanti i soci? “Inizialmente quasi un centinaio. Ma è poi mancato il ricambio generazionale. Sempre meno iscritti e sempre più anziani. Spesso era difficile organizzare una partita. Quanto ai membri del Circolo, ne facevano parte personaggi noti e meno noti (Apparo, il pompiere Lucio Tiretti…), borghigiani accomunati da un forte legame col luogo dove erano nati e cresciuti. Pensa che continuavano a venire anche amici trasferiti in altre zone della città”.

Quanti eravate rimasti? “Sulla carta 17, ma ormai ne venivano circa una decina”.
Tanto rimpianto, vero Adriano? “Certamente. Fra quelle mura è passato tanto amore per Perugia, per “il” Perugia, per le tradizioni, le feste, i salesiani. Ormai è finito tutto”. Documenti che possano lasciare memoria di questa storia? “Ho trovato un album fitto di foto che ritraggono momenti conviviali, come il pranzo sociale che veniva pagato con gli incassi. Ma ormai dall’attività si tirava fuori qualche euro che non bastava per le spese”.

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Gli arredi che fine faranno? “Qualcuno di noi ha portato via per ricordo una sedia, una fotografia. Molte foto le hanno date a me perché sanno la mia passione per le memorie e il collezionismo. Resta qualche tavolo e il biliardo. È in vendita, quasi da regalo. Vedi se può interessare qualcuno”. Finisce in tristezza una storia di amicizia e solidarietà. Un altro pezzo della vecchia Perugia che abbiamo nel cuore. Sommersa dai flutti dell’oblio.

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