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Ristoranti, supermercati e bar in mano ai cinesi: venduta anche la celebre osteria a Porta Pesa

L'osteria, segnalata dal Gambero Rosso, è andata benissimo dal 2008, poi il calo e la cessione ai cinesi. Un cartello bilingue avverte che quell'esercizio è sempre aperto

Porta Pesa parla sempre più cinese. Tanto diffusa è la colonizzazione della Vetusta da parte del Paese del Grande Timoniere. I cui esponenti mettono radici sempre più robuste nel commercio e nei servizi: a far capo dallo Slargo della Pesa, fino a Monteluce e via Pinturicchio, da dove partì l’occupazione cinese, ormai 30 anni fa, attraverso la ristorazione che si dipanò fino a via del Bulagaio.

Sta di fatto che Porta Pesa e zone viciniori si sono ormai definitivamente cinesizzati. Sia in termini di presenze, che sul piano delle attività commerciali. Prova ne siano i circa 600 studenti cinesi residenti a Monteluce, per gran parte collegati ai progetti dell’Unistra, Marco Polo e Butterfly.

Ma l’estensione della presenza cinese è soprattutto legata al commercio.Sempre più alto il numero degli esercizi che hanno titolari con gli occhi a mandorla. Buon ultimo, il passaggio in mani cinesi del ristorante La Lumera, che a sua volta si poneva in linea di continuità con la storica trattoria Fedeli.

L’osteria, segnalata dal Gambero Rosso, è andata benissimo dal 2008, poi il calo e la cessione ai cinesi. Un cartello bilingue avverte che quell’esercizio è sempre aperto. Perché una cosa va sottolineata: i cinesi sono lavoratori indefessi che non conoscono pause e turni di riposo. E fanno prezzi  ultrapopolari: 3-5 euro.

Ma non era assodato che la ristorazione orientale, a Perugia, fosse in crisi? (si dice, anche a causa di una certa diffidenza sul piano dell’igiene e della conservazione degli alimenti). Ma il fatto è che i clienti sono quasi tutti orientali. E lo stesso vale per l’esercizio promiscuo di alimentari e generi vari (compresa l’elettronica) pochi metri oltre La Lumera, nell’ex negozio di elettrodomestici di Giuseppe Piampiano.

A chiudere il cerchio dei cinesi alla Pesa, il supermercato Emi (in adiacenza alla piazzetta del Cedro, vicino alla primaria Ciabatti, lungo via Brunamonti), gestito da Chen, ormai naturalizzato perugino (coi figli che parlano la lingua del Grifo!). Recente anche l’inaugurazione  del grande emporio, aperto  dai cinesi nei locali ex Cocciolino: esattamente tra il negozio di fiori e piante “Les fleurs” (ex Renato) e il bar “Uno + Uno”.

Questi spazi erano chiusi da anni, ma i vecchi perugini ricordano che il negozio era frequentatissimo per le sue novità e per la straordinaria varietà merceologica: giochi, scherzi, materiale didattico, in considerazione della vicinanza al polo scolastico che annovera il Centro Montessori, l’elementare Primo Ciabatti e la media Ugo Foscolo.

Cinesi anche i titolari del bar compreso tra la fine di via dei Ciechi e lo slargo della Pesa. E il bello è che qui campeggiano slot molto utilizzate. Alla faccia del divieto e della distanza di 500 metri da tenere rispetto alle scuole!

Inoltre, diversamente da altre zone della città, dove i cinesi aprono e chiudono con notevole frequenza, alla Pesa e dintorni operano con una certa continuità. Non uno dei diversi esercizi orientali ha finora abbassato le saracinesche, come invece è accaduto all’Elce e in altre zone della città.

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