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Varata la Missione salvate Ponte San Giovanni: due progetti da 30milioni di euro. Ecco gli interventi

L'assessore Margherita Scoccia: "Azione poderosa che interviene sull’intero quartiere"

Missione Ponte San Giovanni per redere il quartiere più vivo, sostenibile e per riparare gli errori urbanistici del passato. Un sogno, alimentato da due progetti redatti dalla Giunta regionale insieme a partner importanti comune l'Università degli Studi di Perugia, che sarà presentato al Governo nell'ambito del programma Ministeriale Innovativo per la qualità dell’abita. Valore complessivo dei costi per la riqualificazione: 30 milioni di euro.

Due le proposte: la prima,  è incentrata sul recupero e la valorizzazione del complesso in abbandono ex Palazzetti Margaritelli e del sito dell’ipogeo dei Volumni; l’altra sulla rigenerazione urbana del centro dell’abitato, con interventi sul patrimonio immobiliare e sulle infrastrutture.

Il primo progetto, denominatao “PS5G”, ell’area ex Palazzetti Margaritelli, vuole ripensare e rigenerare un’area oggi in totale abbandono secondo un nuovo modello di quartiere innovativo, fondato su una serie di azioni volte a garantire il conferimento al nuovo complesso multifunzionale di cinque caratteristiche (sostenibile, sociale, smart, sperimentale, salubre) sinonimo di un’elevata qualità abitativa per la collettività, della sostenibilità e dell’interesse pubblico. Il progetto vede la collaborazione di ATER in qualità di soggetto attuatore per la Ex Palazzetti e per i beni Ater e ERS. Entrambe le iniziative prevedono anche la valorizzazione e il rilancio culturale e turistico del sito del parco archeologico del Palazzone e dell’Ipogeo dei Volumni, in collaborazione con il MANU ed il MIBACT, affinché vi sia un rilancio dello stesso come attrattore economico e culturale.

"Si tratta di un’azione poderosa che interviene sull’intero quartiere, -ha spiegato l'assessore all'Urbanistica Margherita Scoccia - volta a restituire la vivibilità necessaria e a fungere da motore di ripresa economica per il territorio comunale e la regione stessa. I due progetti, tra loro complementari, partono dall’individuazione dei bisogni del territorio, che da tempo chiede che sia aperta una breccia per la risoluzione di criticità legate a complessi immobiliari in abbandono, ai bisogni di efficientamento energetico, alla creazione di spazi di socialità e alla creazione di nuovi spazi di percorrenza, perdonali e ciclabili."  

La seconda proposta di intervento “Ponta San Giovanni da Periferia a città” interviene, invece, in maniera strategica nel cuore dell’abitato, in particolare nell'area di via Cestellini e zone limitrofe, con ingenti interventi di rigenerazione urbana: adeguamenti e ristrutturazioni delle strutture comunali come il CVA e il centro civico, la riconnessione con la stazione FS, la riqualificazione e l’ampliamento delle aree verdi, interventi per la creazione di percorsi di mobilità dolce, con l’insediamento di un’estesa area ciclabile. Notevoli investimenti riguarderanno anche l'aumento dei sistemi di videosorveglianza del quartiere e il miglioramento della gestione dei rifiuti, con nuove isole ecologiche automatizzate.
L’elaborazione del progetto preliminare vede la collaborazione anche del Dipartimento di Ingegneria Fisica, Civile ed Ambientale, in particolare con i contributi del Professor Paolo Belardi e del Prof. Franco Cotana.

Importante è stato il supporto e la partecipazione delle associazioni territoriali e non, coinvolte sia direttamente che attraverso un avviso d’interesse per questa fase preliminare, e che verranno coinvolti ancora più attivamente nell’elaborazione del progetto definitivo.  I due programmi per la qualità dell’abitare presentati dal Comune di Perugia rappresentano, dunque, l’imperdibile occasione per correggere almeno uno degli interventi di ristrutturazione urbanistica citati nel PRG (quartiere ex Palazzetti proposta Pinqua denominata “PS5G”) e per realizzare quella “molteplicità di interventi tesi alla ricucitura degli spazi pubblici, alla qualificazione della struttura verde, delle percorrenze pedonali e ciclabili, delle attrezzature pubbliche” anche essa citata come una delle strategie del PRG per Ponte San Giovanni e mai attuata.

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