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Perugia solidale: per i 200 sfollati "castagnata", teatro e pronti ad accogliere i bimbi nelle scuole

Emerge la proposta di far frequentare, a bambini e ragazzi ospiti, il grado di scuola coerente con l’età, in attesa del ritorno nella loro terra e del montaggio dei prefabbricati

Il cuore dei perugini è grande. Ne fa fede l’accoglienza fraterna riservata ai circa 200 sfollati che hanno trovato ospitalità presso strutture alberghiere di Ponte San Giovanni. E i ponteggiani non stanno a guardare. Venerdì scorso, grande “castagnata” presso la sede della pro Ponte Etrusca di via Tramontani. Sabato sera, spettacolo molto partecipato, donato dagli amici dell’Accademia del Dónca, su sollecitazione di Antonello Palmerini.

L’Accademia della peruginità si è mossa con le sue corazzate. Sandro Allegrini ha mobilitato gli attori Isabella Giovagnoni, Gian Franco Zampetti e Giampiero Mirabassi per offrire 90 minuti di gioiosa condivisione, all’insegna della nostra cultura locale. Il teatro sotto la chiesa parrocchiale di San Bartolomeo era stipato all’inverosimile: non solo gli ospiti (intere famiglie con anziani e bambini), ma anche tanti ponteggiani, accorsi a dare man forte e presenza costruttiva.

Allegrini, nell’introdurre la serata, ha ricordato le parole di Cucinelli che auspica la nascita degli
“angeli della pietra” per una ricostruzione efficace e rapida, come lo fu il salvataggio dei libri e
delle opere d’arte da parte di tanti ragazzi (chiamati “angeli del fango”) nella Firenze alluvionata di
mezzo secolo fa. Quei giovani sono, oggi, uomini e donne mature e ricordano quell’esperienza come un’occasione di crescita umana e civile.

Al termine dello spettacolo, il parroco, don Gianluca Alunni, ha salutato e benedetto i presenti. Poi, quattro chiacchiere per dare spazio ad auspici e aspettative. Gli abitanti di Norcia e di Cascia vogliono tornare nei luoghi di origine, ma i tempi sono prematuri. Si è parlato della sorte di bambini e ragazzi, che non possono perdere la scuola, con le sue occasioni di formazione e socialità.

Emerge la proposta – caldeggiata dagli stessi ponteggiani – di far frequentare, a bambini e ragazzi ospiti, il grado di scuola coerente con l’età, in attesa del ritorno nella loro terra e del montaggio dei prefabbricati. In fondo sono una quindicina e, distribuiti nelle varie classi, costituirebbero non un intralcio, ma un valore aggiunto! I dirigenti scolastici sono stati contattati e sembrano orientati ad adoperarsi per accogliere una richiesta ritenuta legittima e di buon senso.

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