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Mega rotatoria a Ponte San Giovanni, sale la protesta: "Non finiranno mai"

Cittadini preoccupati "per l'andamento a rilento dei lavori nel cantiere di via dei Loggi". Strada chiusa fino a settembre

Riceviamo e pubblichiamo la nota dei cittadini di Ponte San Giovanni, che protestano per i lavori a rilento nel cantiere di via dei Loggi per la costruzione della maxi rotatoria.

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I cittadini di Ponte San Giovanni seguono con interesse, ogni giorno, i lavori della rotatoria che tanta polemica ha suscitato e tanti danni sta causando all'economia delle aziende poste in via dei Loggi e dintorni. Si ritrovano davanti al cantiere e commentano l'andamento dei lavori. “Io scommetto una pizza per tutti noi cinque che per l'11 settembre i lavori saranno ancora in alto mare”. Qualcuno è convinto invece che i tempi saranno rispettati e che, per la data prevista, il traffico potrà riprendere regolarmente. “Gli atti non sono belli, -  dice il signor Pietro – potrebbero   benissimo lavorare fino a notte e non chiudere il cantiere alle 5 del pomeriggio. Non dico di lavorare di notte disturbando chi abita nelle vicinanze, ma i turni dovrebbero coprire almeno quasi tutte le ore di luce, dall'alba al tramonto”. Giuste osservazioni se si considerano i disagi per la circolazione e per l'economia della zona. Invece non ci sono doppi turni, c'è la pausa pranzo, chiusura cantiere alle 17 o giù di lì, il sabato il cantiere non lavora, mentre altri cantieri “privati” e non “pubblici” sono regolarmente aperti.

“Il fatto è – dice un altro signore – che quando si fa il   progetto di un'opera di questo genere si considerano i costi di un orario normale di cantiere. Invece bisognerebbe prevedere anche straordinari, orari notturni e festivi che costano sì il 30% in più, ma riducono i tempi di interruzione del traffico e i disagi per i cittadini e per le attività commerciali e industriali”. Anche questa è una considerazione che non fa una piega. Il signore è un geometra in pensione, ma attento a evidenziare certi aspetti che non tutti conoscono. “Se giunge a Londra la notizia delle nostre amichevoli scommesse, chissà che non arrivino al Ponte i bookmaker   dall'Inghilterra - conclude il signor Claudio – per sollecitare scommesse sulla regolare esecuzione dei lavori entro la data indicata sul cartello?”. Torna sempre in mente che in America, dopo un recente terremoto, un tratto di oltre 100 metri del ponte Golden Gate è stato “rifatto” in un mese.

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