menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Quella fuga di bambini e ragazzi dalle scuole nuoce gravemente a Ponte San Giovanni

Tante iscrizioni nelle scuole elementare e medie del centro. "A lungo andare, un impoverimento delle scuole di Ponte San Giovanni”

Quella fuga di bambini e ragazzi dalle scuole elementari e medie nuoce gravemente alla comunità di Ponte San Giovanni. Lo osserva, preoccupato, il consigliere comunale Paolo Befani. Che rileva, con legittima apprensione, come le conseguenze dell’esodo di un terzo degli studenti siano deleterie per più d’una ragione. Il fenomeno si dimostra massiccio e preoccupante, anche per le ricadute negative in termini di relazioni e di identità.

Si chiede Befani: “Perché tanti compaesani iscrivono i figli alle scuole del centro?”. “Eppure – aggiunge – il corpo docente delle scuole ponteggiane è di ottimo livello?”. Ma forse non è così nel comune sentire. Ma cos’è che induce 341 ragazzi su 964 in età scolare, nati e cresciuti al Ponte (e realtà viciniori), a frequentare le scuole dell’acropoli? Si tratta di un’autentica epidemia che “produce un drastico impoverimento dell’Istituto Comprensivo”, il quale di certo si vedrà ridurre gli organici per carenza d’iscritti. Senza contare che questo orientamento “determina una grave disaffezione al territorio e un negativo sfibramento del tessuto sociale”.

Ci sono poi anche considerazioni di carattere ambientale, come il rilevare che “l’esodo, soprattutto verso l’acropoli, sommato al comprensibile timore ad utilizzare mezzi pubblici, comporta un ulteriore appesantimento veicolare delle tre principali strade verso Perugia”. Gran parte degli oltre 300 ragazzi ponteggiani vengono accompagnati in auto. E non vogliamo poi valutare “il sicuro aggravio in termini di inquinamento, rischi e spreco economico?”.

Dunque, che fare? si chiede Paolo Befani. Ci saranno pure ragioni da individuare, andando oltre le mode. E, spiace rilevarlo (ma questo lo dice l’Inviato Cittadino), un certo provincialismo. Quello stesso che induceva una sprovveduta signora di un quartiere periferico a recarsi alle farmacie del centro perché “lì le medicine sono più buone”. Conclude Befani: “Bisogna fare in modo che tutte le istituzioni, ad iniziare dall’Ufficio Scolastico Regionale, studino le motivazioni di queste scelte che determineranno, a lungo andare, un impoverimento delle scuole di Ponte San Giovanni”.

Quando tuona, da qualche parte piove, come recita un vecchio adagio. E occorrerà indagare a fondo sui motivi che inducono tante famiglie di Ponte San Giovanni a portare, scomodamente, i figli alle scuole del Centro di Perugia.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Cronaca

Come ti frego il pacco lasciato dal corriere… se non sei svelto a ritirarlo

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

PerugiaToday è in caricamento