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Ponte d’Oddi, cessa l’attività l’autocarrozzeria Bisello-Moriconi. Mezzo secolo di sodalizio fra lamiere e vernici

Gente dura, Mario e Luciano, abituati al lavoro fin da ragazzini. Un po’ di scuola e poi di corsa a imparare un mestiere

Ponte d’Oddi, cessa l’attività l’autocarrozzeria Bisello-Moriconi. Mezzo secolo di sodalizio fra lamiere e vernici. Aprirono bottega in società all’Elce, dove stava prima il Bar Modugno, nel 1970, poi si spostarono più avanti, sempre in via Annibale Vecchi. Infine, 26 anni fa, il trasferimento a Ponte d’Oddi al pianterreno dell’abitazione di Luciano.

Gente dura, Mario e Luciano, abituati al lavoro fin da ragazzini. Un po’ di scuola e poi di corsa a imparare un mestiere. Non è tempo di perdersi in chiacchiere, tocca guadagnare. Racconta Luciano, il più loquace della coppia: “Ho cominciato alla Conca, da Allegrucci-Toccaceli, poi alla Maric di Elce. Amo questo lavoro perché mi ha dato grandi soddisfazioni”. La società ha funzionato egregiamente, nella suddivisione dei compiti: Mario bravissimo a picchiare di martello sulle carrozzerie, Luciano un genio della verniciatura.

Hanno attraversato anche le stagioni professionali più rischiose, con vernici precedenti quelle ad acqua, quando puzzavano di solventi e fissatori e rovinavano i polmoni. Grazie a Dio, l’hanno scampata e godono buona salute. Hanno verniciato ben prima che arrivasse il forno, per fare un lavoro di fino. Si sono dotati di strumenti sempre più duttili e affidabili. Fino al punto di ridare vita anche a un vecchio catorcio di Cinquecento. Per passione, più che per guadagno.

Luciano, peraltro, ama le auto d’epoca e non è raro trovare in officina qualche macchina con la targa dell’Asi (Automotoclub Storico Italiano), utilizzata da collezionisti e amanti dei raduni. Luciano stesso ha un vecchio Mercedes che nessuno gli può toccare. Sono stati Officina autorizzata Ford per tanti anni. Possono vantare una clientela di rango: il meglio delle professioni di Perugia e non solo. Hanno lavorato tanto, ma sempre con allegria. Mario più taciturno e sornione, ma dotato di un umorismo tutto perugino. Luciano, estroverso e loquace, capace di conquistare il cliente – e le clienti – con gentilezza e battute (peraltro, è stato un giovane bello, che piaceva alle ragazze e vestiva elegantemente, sebbene provenisse da una famiglia numerosa e non abbiente).

Fra poco si spegneranno le luci di quell’autocarrozzeria dove si andava anche per una battuta, per un consiglio, per una chiacchiera… non necessariamente di macchine. Ciao Mario, ciao Luciano. Le vostre doti di generosa umanità resteranno, anche da pensionati, come qualità personali. Ma passare davanti all’edificio, silenzioso e a luci spente, ci darà un poco di tristezza. Confessiamolo.

PS. Quando mi ha invitato a dare la notizia, Luciano mi ha sussurrato: “Poi mi dici quant’è”. Caro Luciano, la gentilezza non si paga. Essere stato tuo cliente e aver diviso qualche sigaretta da ragazzi è la paga più grande. Perché l’affetto e l’amicizia sono fatti di una moneta che… non si spende alla cassa. E poi i giornalisti sono pagati dagli editori e dai lettori. Come è sempre stato.

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