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Polemica al calor bianco tra Camicia e la Giunta per lo "scippo" della rotatoria a P. S. Giovanni

Polemica al calor bianco tra l’amministrazione perugina e il consigliere Carmine Camicia. Che emette un comunicato furibondo, diffidando e richiamando al rispetto di norme e regolamenti. Motivo della dura presa di posizione di Camicia, l’opera dello scultore perugino Massimo Arzilli che verrà posizionata al centro della rotatoria, intestata al cittadino ponteggiano Alfonso Scandellari. Camicia scrive al sindaco Romizi per chiedere l’annullamento dell’inaugurazione della nuova rotatoria, poco sotto l’Ipogeo dei Volumni, a Ponte San Giovanni, cerimonia programmata per sabato 2 settembre.

Dice Camicia: “Le norme si devono rispettare e non possono essere derogate. In questa pretesa della Giunta c’è un’evidente contraddizione con l’articolo 16 del regolamento della Commissione toponomastica”. La norma citata, circa le rotatorie, dispone che “non devono essere aggiunti ulteriori elementi che possano confondere la denominazione attribuita”. Insomma: ci sarebbe contraddizione tra l’intestazione a un personaggio e l’opera di uno scultore, sebbene notoriamente prestigioso, sia per le opere disseminate nel mondo, sia per la sua veste di ex docente presso l’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia.

“Non si discute la valentia di Arzilli, sia chiaro – dice Camicia. So che anche il padre di Massimo, Bruno, era un ottimo scultore e il Comune gli ha meritoriamente intestata una strada prima di Ponte Felcino, dove l’artista aveva lasciato una bella “Via Crucis”, come fu anche autore della pregevole testa dottoriana al Museo civico Della Penna. Non ce l’ho con la persona, ma è il metodo che non va!”.

“Scandellari – ci dice Camicia – era un ingegnere stimatissimo e fu lui a dare il primo punto luce a Ponte San Giovanni, realizzato e collocato personalmente da lui”. E aggiunge: “Aveva senso, magari, mettere al centro della rotatoria un lampione – a memoria del suo operato – piuttosto che una scultura etrusca che poco o nulla ha a che vedere con l’ingegnere”. Camicia arriva a parlare di “scippo” perché l’intestazione era avvenuta su richiesta di associazioni e
cittadini.

La giunta aveva approvato, così come la prefettura, dal canto suo, nulla aveva avuto da eccepire. Dunque, l’operazione era definitivamente conclusa. “Questa inaugurazione anticipata – asserisce Camicia – è una furbata”. E – nel caso l’inaugurazione dovesse aver luogo – promette una fiera azione di protesta, unitamente alle associazioni e ai residenti della popolosa frazione perugina.

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