rotate-mobile
Cronaca Città di Castello

Pista ciclabile Città di Castello-Montone-Umbertide: il Tar dà il via libera agli espropri

Respinto il ricorso di un'azienda vinicola che chiedeva l'annullamento degli atti e la restituzione dei terreni

L’esproprio dei terreni per far passare la pista ciclabile è legittimo. Il Tribunale amministrativo regionale dell’Umbria assegna il primo round ai Comuni di Città di Castello e Umbertide.

Il ricorso al Tar è stato presentato da un’azienda vinicola, difesa dall’avvocato Michele Bromuri, contro l’ente pubblico tifernate, difeso dall’avvocato Marco Luigi Marchetti, e il Comune di Umbertide, per l’annullamento degli atti amministrativi collegati al progetto denominato “completamento della pista ciclabile sul fiume Tevere nel territorio del Comune di Città di Castello, Montone e Umbertide” e agli espropri effettuati a favore del Comune di Umbertide, con annessa richiesta di restituzione dei terreni.

Secondo l’azienda l’esproprio sarebbe tardivo e la dichiarazione di pubblica utilità inefficace rispetto all’adozione degli atti. Situazione che “non può essere sanata dal Comune di Città di Castello” con l’adozione di ulteriori misure.

Per i giudici amministrativi, però, il ricorso è infondato e va respinto in quanto “il momento in cui inizia a decorrere il termine in questione va individuato con l’approvazione della variante di cui alla conferenza di servizi del 4.11.2016, la quale ha dato atto dell’incombenza di eseguire nuove opere considerate le necessità emerse nel corso della realizzazione dei lavori che inducono all’adeguamento dei tracciati”. I tempi, quindi, sarebbero stati rispettati e il decreto di esproprio “appare tempestivamente adottato”.

Ne consegue il rigetto del ricorso, contro il quale l’azienda si potrà appellare al Consiglio di Stato.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Pista ciclabile Città di Castello-Montone-Umbertide: il Tar dà il via libera agli espropri

PerugiaToday è in caricamento