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Droga al Pincetto, in galera il clan della "brandina" denunciato dai lettori di Perugiatoday.it

Il 16 agosto scorso un lettore che abita a Campo Battaglia, con coraggio ha denunciato, il traffico alla luce del sole che avveniva al Pincetto. Con tanto di spacciatori ad aspettare i clienti comodi su una brandina. Ora la Mobile li ha arrestati con prove che non potranno fargli evitare il carcere

Non tutte le notizie sono uguali anche per chi, come noi, lavora sui fatti e sui crimini tutti i giorni. E non sempre l'obiettivo è quello di fare più visite (pane per la pubblicità e pane per noi). Aver deciso di dare spazio ai lettori con le loro denunce senza filtrarle o aggiustarle può dare i suoi frutti: per la città, per le famiglie si intende. Ecco dunque che la conferenza stampa della Squadra Mobile di Perugia - diretta da Marco Chiacchiera - del 7 settembre dà un senso al nostro lavoro e soprattutto dà un risultato ai lettori che con coraggio denunciano droga e spaccio.

Sono stati presi gli spacciatori della "brandina" - utilizzata per aspettare in pieno relax i clienti - del Pincetto che un padre di famiglia aveva denunciato inviando una mail a Perugiatoday.it.  Il lettore aveva scritto di siringhe lanciate nel giardino dove giocano i suoi figli e di un bazar della droga costante. Con tanto di famosa "brandina" a pochi metri dove flotte di turisti scendono o salgono dal minimetrò. La Squadra Mobile, dopo anche le denunce dei cittadini, ha messo in piedi una indagine durata due settimane per arrestare, con prove certe, un piccolo clan dedito all'eroina e cocaina. Tre sono finiti in manette: il capo Chebby Querchy e i suoi due caporali Tarek Gabri e Quolid Debiaqui. Ad inchiodarli le telecamere del parco, 15 testimonianze di clienti, il telefono utilizzato per ricevere le ordinazioni, la droga sequestrata e i nascondigli dove mettevano lo stupefacente per non farselo trovare addosso.

"Abbiamo portato avanti una indagine articolata che ha fornito tutte le prove di uno spaccio di buone proporzione al Pincetto": ha spiegato Marco Chiacchiera "Volevamo offrire al giudice tutte quelle prove per convalidare l'arresto ed evitare che gli spacciatori siano rimessi in libertà creando panico e disagio tra la popolazione che ha contribuito con le segnalazioni ad arrivare a loro". Le dosi venivano nascoste tra i muretti del parco e sotto alcune piante. La Squadra Mobile ha scoperto che in due ore il clan aveva ricevuto 30 chiamate per eroina e cocaina. Si stima che di queste 30 chiamate 10 sarebbero andate a buon fine: più di mille euro al giorno esentasse. Ancora una volta i clienti arrivavano da tutto il centro Italia dimostrando che Perugia rispetto ad Ancona, Firenze e il viterbese è la piazza dello spaccio più forte e più facile dove poter comprare ad ogni ora la "robba". Ma per adesso godiamoci questi arresti.

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