Scandalo Gesenu, il sequestro della discarica Pietramelina costa 15mila euro al giorno

La discarica di Pietramelina, hanno ricordato i rappresentanti di Gesenu, non riceve conferimenti di rifiuti ormai dall’8 agosto 2013. Sopralluogo del gruppo di maggioranza (Forza Italia e Misto). Il percolato crea problemi ambientali ed ora economici

Che sia una inchiesta completa, veloce e risolutiva dei problemi. Stiamo parlando del filone di indagine umbro relativo al danno ambientale, traffico di rifiuti e associazione a delinquere che riguarda la Gesenu. Veloce anche perchè i costi del sequestro di una parte della discarica di Pietramelina sono altissimi. Completa invece perchè stiamo parlando di un presunto inquinamento che avrebbe colpito il suolo fino ad arrivare a torrenti e alde acquifere. Sul versante della spesa, dopo il sequestro da parte della Forestale, sono emersi alcuni dati molto onerosi dopo il sopralluogo effettuato dal gruppo di maggioranza di Forza Italia alla discarica. 

Le conseguenze sono infatti la chiusura degli impianti per la gestione e trattamento del percolato. Questo fluido inquinante deve essere ora giornalmente trasferito in altre strutture (Ascoli Piceno, Civita Castellana e Prato) con un aggravio di costi che si aggira intorno ai 15.000 euro giornalieri, oltre ai disagi dovuti alla circolazione dei mezzi pesanti impiegati. In situazione normale, invece, l’impianto di Pietramelina è perfettamente in grado di gestire il trattamento del percolato. “Le Autorità giudiziarie competenti - hanno scritto i rappresentanti della maggioranza a Perugia - portino avanti il loro lavoro fino in fondo per controllare ed accertare, dopo tutti gli approfondimenti del caso, la regolarità della discarica. Chiediamo su questa vicenda la massima attenzione, ma anche che si proceda ad una conclusione in tempi brevi, in considerazione dell’importanza di questo servizio per la città di Perugia”.

La discarica di Pietramelina, hanno ricordato i rappresentanti di Gesenu, non riceve conferimenti di rifiuti ormai dall’8 agosto 2013. Rimangono, oltre agli impianti di cui si dirà dopo, le attività di “post-gestione” dei rifiuti pregressi che, per legge, devono proseguire per un periodo di 30 anni (termine peraltro non ancora formalmente iniziato).

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Tutti gli impianti presenti in loco sono perfettamente funzionanti ed all’avanguardia, garantendo un servizio di qualità ed in linea con tutte le normative. Una struttura, dunque, in ordine e ben organizzata. Gli impianti riguardano: il recupero energetico del biogas (su ogni punto di emissione vengono analizzati semestralmente, così come stabilito con Arpa Umbria, tutti i parametri); impianto di trattamento del percolato da discarica (si tratta di un nuovo impianto basato sul principio dell’osmosi inversa, attualmente l’unico trattamento disponibile sul mercato che permette di ottenere un’efficienza di depurazione tale da ottenere un permeato che rispetti i limiti imposti allo scarico dalla normativa vigente). Inoltre è presente un impianto di compostaggio (avviato già dal 1988); un impianto per il fotovoltaico. 

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