Omicidio Pietrafitta, anomalie al vaglio: poteva la madre salvare il figlio?

E' chiarissimo che l'omicidio porta la firma materiale esclusiva del patrigno (reo confesso), ma i testimoni ai Carabinieri hanno confermato alcune anomalie poco prima della mattanza...

Il Tribunale di Orvieto ha previsto per lunedì 8 ottobre l'udienza per la convalida dell'arresto di P.C. reo confesso per l'omicidio del figliatro di 17 anni nella loro abitazione a Pietrafitta. Ma sotto i riflettori dell'inchiesta portata avanti dai Carabinieri di Città della Pieve - con il supporto della stazione di Panicale - è finita anche la madre romena del giovane studente ammazzato a colpi in testa di mattarello.

Per conoscere le dinamiche - stando alle indiscrezioni - e soprattutto l'eventuale premeditazione dell'omicidio si stanno cercando riscontri e risposte ad alcune testimonianze sollevate da alcuni vicini di casa della famiglia ai quali il ragazzo aveva mandato un messaggio telefonico per potersi recare, dopo l'udienza in tribunale, a pranzo da loro. Visto che il clima sarebbe stato rovente a causa della decisione di affido dei due minori ad una casa famiglia di Castel del Piano. I militari stanno analizzando due anomalie da parte della donna.

La prima: è stata chiusa fuori dall'abitazione dove erano già entrati il marito e il figliastro di ritorno da Perugia oppure semplicemente aveva obbedito all'ordine dell'orco-marito di andare a prendere subito il figlio più piccolo a scuola? Secondo i testimoni vicini di casa che hanno dato poi l'allarme, nell'abitazione era entrata prima la vittima, poi il marito che poi avrebbe chiuso la porta in faccia alla moglie pronta a varcare la soglia. La lite era già in corso: le urla, sempre secondo i testimoni ascoltati dai Carabinieri, si erano già sparse per tutta la piccola via del centro storico di Pietrafitta.

Seconda anomalia: come mai la donna avrebbe fatto il giro più lungo nel ritornare dalla scuola del secondo genito alla villetta bifamiliare? Il presunto percorso sbagliato è stato direttamente notato da altri testimoni che avevano incontrato la donna a piedi in strada, alla quale avevano chiesto il motivo della presenza delle pattuglie dell'arma davanti alla loro abitazione. Anomalie. Forse casuali, forse no. Di sicuro la donna era succube del marito del quale aveva timore come più volte ammesso - anche nel corso di una gita parrocchiale - ad altre persone. Attualmente la donna è sotto shock. Ma a queste domande dovrà rispondere a breve giro di posta.

Sempre i testimoni parlano di urla strazianti del minore che mentre veniva colpito invocava disperato: "Mamma aiuto, Mamma aiuto". Poteva la donna prevedere o cercare di prevenire la tragedia anche in virtù del fatto che i precedenti, la sentenza e il nuovo litigio non lasciavano presagire niente di buono? I testimoni sono considerati molto attendibili anche perchè legati a questo sfortunato ragazzo: non è un caso che associazioni e cittadini hanno intenzione di presentarsi come parte civile nel futuro processo. Una decisione comunicata alla stampa con tanto di comunicato.

IL FATTO- Un ragazzo di 17 anni, residente a Pietrafitta è morto dopo essere stato colpito dal patrigno con un mattarello di legno. La vicenda ha scosso l'intera cittadina, considerato che il ragazzo era ben inserito in comunità.

LA SOLIDARIETA' DELL'ARCIVESCOVO- Monsignor Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve si stringe intorno alla comunità di Pietrafitta, dopo l'uccisione del ragazzo 17enne e la confessione del patrigno, convivente della madre.

IL PROFILO DEL PATRIGNO- La figura dell'uomo arrestato per l'omicidio volontario del 17enne, raccontata da vicini di casa e conoscenti di quella famiglia di Pietrafitta in profonda difficoltà.

LE VOCI DI AMICI E CONOSCENTI- Il ritratto della giovane vittima di 17 anni, fatto da amici e conoscenti, grazie alle dichiarazioni raccolte dalla nostra redazione sulle tante persone accorse davanti la villetta della tragedia.

L'ARRESTO E LA CONFESSIONE- P.C. patrigno della giovane vittima, nonchè convivente della madre è stato subito fermato ed interrogato dai carabinieri e dagli inquirenti. Dopo la sua confessione e i rilievi del caso l'uomo è stato arrestato con l'accusa di omicidio volontario.

I PROBLEMI IN FAMIGLIA- Dalle indiscrezioni raccolte dalla redazione di Perugia Today a Pietrafitta sembrerebbe che la vittima, un 17enne di origini rumene, avrebbe lasciato la casa dove viveva con la madre per trasferirsi in una casa famiglia proprio nel pomeriggio di venerdì, poco prima della tragedia.

IL RICORDO DEL SACERDOTE- Con il passare delle ore, la notizia si è diffusa in paese e tra le voci raccolte dai giornalisti, anche quella del sacerdote, Don Fabrizio che ricorda la vittima come un ragazzo "dolce e sensibile Ragazzo 17enne ucciso di botte a Pietrafitta:dichiarazioni sacerdote
pur con le difficoltà legate ai problemi in famiglia, ma non introverso. Sono spiazzato"; ha commentato il sacerdote, che subito dopo il dramma, ha raggiunto l'abitazione
dove è avvenuta la tragedia.

LE PAROLE DEL SINDACO DI PIEGARO- Anche il sindaco di Piegaro, Andrea Caporali, raggiunto dalla nostra redazione ha voluto dire la sua sul grave fatto di cronaca che sta riguardando la sua città. Il primo cittadino afferma che la famiglia era seguita dagli assistenti sociali del comune, che proprio in questo periodo stavano valutando l'ipotesi di dare in affidamento temporaneo i due minori presenti nell'abitazione.

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