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Omicidio Pietrafitta, uccise a colpi di mattarello il figlio: condannato a 30 anni

Il Tribunale di Orvieto ha condannato il patrigno di Ovidio Stamulis, il 17enne massacrato nell'ottobre del 2012 nella sua abitazione. Ergastolo evitato grazie al rito abbreviato

Nessuna attenuante generica, nessun presunto raptus di follia: Pietro Cesarini è colpevole e dovrà passare il resto della sua vita in prigione dopo aver barbaramente ucciso il "figliastro" il 5 ottobre del 2012 a Pietrafitta. Evitato l'ergastolo grazie alla formula del rito abbreviato ma la condanna a 30 anni - emessa dal gup di Terni - data l'età del condannato non darà modo di rifarsi una vita all'ex camionista.

La comunità di Pietrafitta ancora piange quel ragazzo minorenne, Ovidio Stamulis, che era un esempio di integrazione ed era amatissimo da tutti per il suo impegno nel teatro parrocchiale. L'assassino è stato assolto dalle accuse di violenza sessuale e maltrattamenti in famiglia ipotesi nate anche dalle denunce e dai procedimenti di affido di Ovidio e il fratello ad una casa famiglia. 

LE PROVE - Ad inchiodare il patrigno a disposizione del Tribunale di Orvieto, attraverso i testimoni vicini al povero ragazzo Ovidio, ci sono anche una serie di sms inviati dalla vittima che vanno dal 28 settembre 2012 ad un paio di ore prima della tragedia

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