Pietrafitta, intervista all'avvocato del patrigno

All'indomani della convalida dell'arresto del patrigno del giovane 17enne ucciso venerdì scorso a Pietrafitta, una frazione di Piegaro, le parole del suo avvocato Francesca Massi

Convalidato l'arresto di P.C., il patrigno protagonista della vicenda dell'omicidio di Pietrafitta, dove ha perso la vita il giovane 17enne figlio della compagna e in attesa dell'autopsia sul corpo del ragazzo, incarico affidato alla dottoressa Verdelli e dottoressa Melai, nella mattinata di martedì, ecco nuovi particolari sulla vicenda che ha scosso la comunità della piccola frazione di Piegaro.

Francesca Massi, legale del patrigno 59enne originario di Monterotondo, raggiunta telefonicamente dalla redazione di Perugia Today è ben lieta di contribuire a rendere più chiari i contorni di questo grave fatto di cronaca nera.

Innanzitutto, bisogna premettere che P.C. ha ammesso davanti al gip Gianluca Forlani le sue responsabilità nell'omicidio del figlio della compagna, Ucciso al culmine di una lite con un mattarello, dopo la confessione di slancio fornita ai carabinieri coordinati dal tenente Milillo, nei momenti immediatamente successivi al delitto.



Avvocato, il vostro cliente ha confessato anche davanti al Gip?

"Non posso sbilanciarmi molto in merito, ma il mio cliente non ha mai negato le sue responsabilità, c'è poco da chiarire su questo punto. Ha confessato subito ai carabinieri ma poi ha avuto un black out e adesso sta lentamente cercando di ricostruire la vicenda. E' ancora in uno stato di comprensibile shock e non ha ancora recuperato la lucidità totale per fornire un racconto complesso. P.C. è sconvolto e non riesce a capire come recuperare gli eventi e soprattutto il perchè ha compiuto quel gesto. si è ricostruita la vicenda ma non ha ancora detto il "perchè si è trovato quel qualcosa tra le mani".

Ha chiesto di qualcuno dal carcere?

"P.C. ha chiesto della famiglia. Non ha chiesto del paese, ma soprattutto del figlio più piccolo, in attesa che materializzi realmente quanto successo e la pena che potrebbe attenderlo. A tratti ha chiesto anche del figlio della compagna, parlandone al presente: 'Come sta, come va a scuola'; segno che debba ancora razionalizzare completamente un quadro ben definito della storia che lo vede protagonista".

Come sta il vostro cliente?

"Premesso che tutto è ancora in fase di costruzione nella vicenda, P.C. ora si trova in isolamento nel carcere di Orvieto per decisione degli inquirenti. Credo che ancora non riesca a capire la gravità di quanto è successo. Chiede del figlio piccolo in continuazione".

E lei che idea si è fatto su questo signore?

"Il soggetto ancora deve elaborare, considerato che segue una terapia a base di tranquillanti, per cui è sedato. Tutto porterebbe a dire che non è un omicidio premeditato. Siamo ancora in fase instruttoria e la pena per l'omicidio volontario va dai 21 anni all'ergastolo, ma poi ci sono attenuanti ed elementi che determinano le singole situazioni".

E la famiglia?

"Viveva una condizione davvero disagiata con problematiche di fondo provenienti anche dal passato, con una convivenza difficile esasperata dalle difficoltà economica, dovuta all'assenza di un lavoro e le tensioni si portano all'estremo. Anche i carabinieri erano intervenuti più volte per placare gli animi, ma delle volte erano stati chiamati anche dal mio cliente. Sarà una vicenda lunga e complessa".

IL FATTO- Un ragazzo di 17 anni, residente a Pietrafitta è morto dopo essere stato colpito dal patrigno con un mattarello di legno. La vicenda ha scosso l'intera cittadina, considerato che il ragazzo era ben inserito in comunità.

L'ARRESTO E LA CONFESSIONE- P.C. patrigno della giovane vittima, nonchè convivente della madre è stato subito fermato ed interrogato dai carabinieri e dagli inquirenti. Dopo la sua confessione e i rilievi del caso l'uomo è stato arrestato con l'accusa di omicidio volontario.

CONTINUANO LE INDAGINI- Proseguono senza sosta gli accertamenti degli inquirenti sull'omicidio di Pietrafitta. Approfondimenti tesi anche a ricostruire le ultime ore di vita del ragazzo e gli spostamenti della madre, che al momento dell'omicidio era fuori casa.

LA CONVALIDA DELL'ARRESTO- Lunedì mattina il gip Gianluca Forlani ed il pm Flaminio Monteleone insieme all'avvocato della difesa Francesca Massi del foro di Montepulciano si sono recati in carcere ad Orvieto per l'udienza di convalida dell'arresto di P.C.

CITTADINI- Una comunità sconvolta quella di Pietrafitta dopo l'uccisione del giovane 17enne, un ragazzo ben inserito nella quotidianeità del paese. I cittadini vorrebbero costituirsi come parte civile.

LA SOLIDARIETA' DELL'ARCIVESCOVO- Monsignor Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve si stringe intorno alla comunità di Pietrafitta, dopo l'uccisione del ragazzo 17enne e la confessione del patrigno, convivente della madre.

IL PUNTO DI VISTA DELLA COMUNITA'- Mentre continuano le indagini degli inquirenti sull'omicidio del 17enne rumene, molti a Pietrafitta sono convinti che la tragedia non sia stata frutto di un raptus improvviso.

IL PROFILO DEL PATRIGNO- La figura dell'uomo arrestato per l'omicidio volontario del 17enne, raccontata da vicini di casa e conoscenti di quella famiglia di Pietrafitta in profonda difficoltà.

LE VOCI DI AMICI E CONOSCENTI- Il ritratto della giovane vittima di 17 anni, fatto da amici e conoscenti, grazie alle dichiarazioni raccolte dalla nostra redazione sulle tante persone accorse davanti la villetta della tragedia.

I PROBLEMI IN FAMIGLIA- Dalle indiscrezioni raccolte dalla redazione di Perugia Today a Pietrafitta sembrerebbe che la vittima, un 17enne di origini rumene, avrebbe lasciato la casa dove viveva con la madre per trasferirsi in una casa famiglia proprio nel pomeriggio di venerdì, poco prima della tragedia.

IL RICORDO DEL SACERDOTE- Con il passare delle ore, la notizia si è diffusa in paese e tra le voci raccolte dai giornalisti, anche quella del sacerdote, Don Fabrizio che ricorda la vittima come un ragazzo "dolce e sensibile Ragazzo 17enne ucciso di botte a Pietrafitta:dichiarazioni sacerdote
pur con le difficoltà legate ai problemi in famiglia, ma non introverso. Sono spiazzato"; ha commentato il sacerdote, che subito dopo il dramma, ha raggiunto l'abitazione
dove è avvenuta la tragedia.

LE PAROLE DEL SINDACO DI PIEGARO- Anche il sindaco di Piegaro, Andrea Caporali, raggiunto dalla nostra redazione ha voluto dire la sua sul grave fatto di cronaca che sta riguardando la sua città. Il primo cittadino afferma che la famiglia era seguita dagli assistenti sociali del comune, che proprio in questo periodo stavano valutando l'ipotesi di dare in affidamento temporaneo i due minori presenti nell'abitazione.

 

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